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Grande successo per .eu già 2,8 milioni di domini

Posted by agenziabarabc su aprile 7, 2008

Lanciato solo due anni fa dalla Commissione europea, il dominio registra una continua crescita di iscrizioni. Tra le grandi aziende Versace, Milka e Bridgestone E’ stato creato due anni fa, ma già 2,8 milioni di cittadini europei hanno scelto si identificarsi in rete con un indirizzo «.eu». Non solo Ong e grandi imprese come Versace, Milka e Bridgestone hanno scelto l’identità online specificatamente europea: anche migliaia di singoli cittadini hanno contribuito a collocare il dominio comunitario al quarto posto della classifica europea – e al nono di quella mondiale – dei più popolari.

Il dominio «.eu» è stato lanciato dalla Commissione europea nel 2006 con l’obiettivo di aiutare cittadini e imprese a cogliere i vantaggi del mercato unico e le libertà che ne derivano. Diretto concorrente dei tradizionali «.com», «.net» e «.org», l’indirizzo europeo ha spopolato in Germania (dove è stato adottato dal 31,4% dei cittadini), in Olanda (13,4) e in Gran Bretagna (13,3%), ma anche molti tra i francesi (7,3%) e tra gli italiani (5,1%) l’hanno adottato.

«I pionieri di “.eu” hanno compreso subito il suo valore e hanno colto l’occasione di promuovere la propria identità paneuropea con un dominio che dovrebbe diventare scelta naturale di tutti gli europei», ha commentato la commissaria Ue per le Telecomunicazioni Viviane Reding. Dopo il boom del primo anno, le registrazioni il dominio europeo hanno continuato ad aumentare, e per il secondo anno le sottoscrizioni sono state rinnovate all’80%.

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Ownano Vista e Mac OS X. Resiste Ubuntu

Posted by agenziabarabc su aprile 1, 2008

Roma – Sono bastati 120 secondi a Charlie Miller, Mark Daniel e Jake Honoroff di Indipendent Security Evalutarors (ISE, per mostrare la falla da loro scoperta nel sistema operativo Mac OS X 10.5.2 ai giurati dell’edizione 2008 di PWN to OWN. Due minuti per acquisire il controllo della macchina – un MacBook Air – aggiudicarsela e portarsi a casa anche un assegno da 10mila dollari. Dopo qualche ora anche Vista sarebbe caduto, mentre sembrerebbe che Linux abbia superato indenne la sfida lanciata da CanSecWest anche quest’anno.

Ubuntu stand still, on the hacker hill - Charlie MillerIl MacBook Air, assieme ad un Sony Vaio TZ37 con Ubuntu 7.1 e un Fujitsu U810 con Vista aggiornato al SP1, avevano passato indenni le prime 24 ore di sfida, quelle in cui solo gli exploit in remoto erano possibili. Nessuno era stato in grado di aggiudicarsi il premio da 20mila dollari messo in palio per questo tipo di vulnerabilità. A partire dal secondo giorno di gara, le regole si erano fatte più permissive: un minimo di interazione diretta con il computer, come l’apertura di una email o la visita ad un sito, era consentita.

Proprio sfruttando un link inserito in una email, Miller (in fotografia) e soci hanno spedito il MacBook Air su una pagina da loro appositamente preparata per l’occasione: in pochi attimi il sistema era sotto il loro controllo.

<!– var browName = navigator.appName; var SiteID = 1; var ZoneID = 71; var browDateTime = (new Date()).getTime(); if (browName==’Netscape’){document.write(‘‘); document.write(”);} if (browName!=’Netscape’){ document.write(‘‘); document.write(”);} // –> <a href=”http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=71&amp;Task=Click&amp;Mode=HTML&amp;SiteID=1&amp;PageID=79418&#8243; target=”_blank”><img src=”http://ad.punto-informatico.it/a.aspx?ZoneID=71&amp;Task=Get&amp;Mode=HTML&amp;SiteID=1&amp;PageID=79418&#8243; width=”336″ height=”280″ border=”0″ alt=””></a>

Non è chiaro se il problema sia attribuibile a Safari, browser di default in ambiente Mac OS, o ad un componente di sistema come Quicktime (che lo scorso anno aveva mostrato una falla che aveva permesso al socio dei vincitori, Dino Dai Zovi, di aggiudicarsi il premio): non è stato neppure svelato se la falla faccia parte del codice open source su cui si basa Safari, o se invece si tratti della parte “proprietaria” del browser di Cupertino. I dettagli sul problema non sono stati rivelati, e gli organizzatori hanno provveduto ad informarne immediatamente Apple: gli utenti quindi non corrono gravi pericoli, visto che nessuno – a parte gli scopritori e quelli di CanSecWest – sono a conoscenza di quale sia il vero punto debole.

A quanto pare, i tre avevano lavorato al problema per almeno una settimana: si erano concentrati su Mac OS, e si erano dati da fare per pensare a come violare il sistema. Secondo quanto riferito, ci sarebbero voluti un paio di giorni per scovare un varco nel codice, e il doppio per realizzare un appropriato exploit per sfruttarlo. Tecnici Apple, ha riferito l’organizzazione, sarebbero già al lavoro per risolvere il problema.

Alexander Sotirov e Shane MacaulayPer veder cadere Windows Vista si è dovuto attendere il terzo giorno, quando ai partecipanti è stato concessa la possibilità di fare leva anche su celebri applicazioni di terze parti comunemente installate sulla maggioranza dei PC. Shane Macaulay – ritratto a destra nella foto con l’amico Alexander Sotirov, l’anno scorso al fianco di Dai Zovi – di Security Objectives si è portato a casa il laptop Fujitsu e 5mila dollari, si dice grazie ad un problema scovato nel codice di Flash sfruttato attraverso Java.

Macaulay non aveva fatto i compiti a casa con la stessa diligenza dei suoi colleghi: ci sono volute diverse ore solo per consentire al codice del suo exploit di girare sulla macchina bersaglio, pare perché l’hacker non aveva tenuto conto, nei suoi esperimenti, del recente Service Pack 1 per Vista. Il suo hack ha necessitato di alcune modifiche per poter risultare efficace, ma l’aver fatto leva su Flash e Java dovrebbe renderlo potenzialmente un problema per tutte le piattaforme su cui il software di Adobe è presente.

Niente da fare, invece, per il Sony Vaio con Linux. Nonostante i partecipanti avessero individuato alcune falle, nessuno pare abbia voluto infierire sviluppando un exploit in grado di sfruttarle: “Sono sorpresa che non sia stato assegnato” ha detto Terri Forslof, portavoce degli organizzatori. La spiegazione più accreditata è che gli hacker impegnati sulla piattaforma open source non abbiano voluto agire contro i loro colleghi per ragioni etiche.

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Il maltempo non dà tregua Pasqua rovinata da Nord a Sud

Posted by agenziabarabc su marzo 23, 2008

ROMA – Termometri in discesa, e ancora vento e pioggia dopo le mareggiate di ieri, che in Liguria hanno provocato la morte del titolare di una discoteca di Sestri Levante. La neve è ovunque a partire dai 400 metri. A plaudire all’ondata di maltempo solo la Coldiretti, che fa notare come le piogge intense possano far recuperare la siccità dell’inverno. Mentre è certo che la pioggia, prevista quasi ovunque, rovinerà le gite della Pasquetta, la neve allieta sicuramente le vacanze di chi ha scelto di sciare in montagna.

Infatti le località turistiche e le piste da sci sono affollate, ma la neve comporta anche problemi per la circolazione sulle strade di montagna e sui passi dolomitici dove è necessaria l’attrezzatura invernale.

Resta l’emergenza maltempo nel nord della Ciociaria e non rientra lo stato d’allerta per il fiume Aniene che ieri ha tracimato a Filettino e alla periferia di Trevi nel Lazio, dove l’acqua ha inondato i campi circostanti creando danni all’agricoltura e alle rimesse agricole.
Il fiume è in piena e in diversi tratti non è ancora rientrato negli argini. Rischiano di morire quindici quintali di trote nelle vasche coperte di fogliame.

Pioggia e freddo quasi in tutta Italia; un po’ meglio al Sud ma solo nella mattinata. Mari ancora molto agitati, temperature in ulteriore diminuzione. Per domani si prevede tempo molto nuvoloso nella prima parte della giornata al Nord, in graduale miglioramento nel pomeriggio. Temporali al Centro e sulla Sardegna, cielo molto nuvoloso e precipitazioni diffuse al Sud.

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Internet Explorer 8 tutto da assaggiare

Posted by agenziabarabc su marzo 7, 2008

Las Vegas, USA (MIX’08) – Chi fino ad oggi ha visto Internet Explorer 8 solo “in fotografia”, ed è curioso di provare in prima persona alcune delle sue più importanti novità, può finalmente farlo scaricando la prima beta pubblica del browser. Questa release preliminare è stata presentata alla conferenza MIX’08 di Las Vegas insieme ad altri due software in beta, Silverlight 2 ed Expression Studio 2.

Disponibile solo in lingua inglese, l’attuale beta di IE8 si rivolge soprattutto agli sviluppatori ed ai web designer. Dal momento che si sostituisce a IE7, gli esperti raccomandano agli utenti che desiderano provare il nuovo browser di installarlo solo su macchine di test o all’interno di una macchina virtuale (a tale scopo può tornare comodo scaricare le appliance virtuali, con scadenza a 30 giorni, che Microsoft mette a disposizione qui per provare Windows Vista e altri suoi prodotti).

Come si è riportato pochi giorni fa, Microsoft ha deciso che la modalità predefinita di rendering di IE8 sia la cosiddetta super standard, ossia quella maggiormente conforme alle specifiche del W3C. Questa scelta è stata applaudita da molti sostenitori degli standard aperti, inclusi diversi esponenti della comunità open source, ma le conseguenze di questo repentino cambio di rotta potrebbero essere più ampie del previsto.

Se è vero che la modalità super standard implementa tutti i più recenti standard del web, ed è stata in grado di superare il noto test Acid2, in questa beta si rivela fin troppo “schizzinosa”: molti siti, noti e meno noti, vengono visualizzati con difetti ed errori di layout, spesso a detrimento dell’usabilità. Ad esempio, nella home page di Punto Informatico non vengono visualizzati i riquadri contenenti i sommari e i cloud di PI Telefonia e PI Download, mentre ars technica testimonia l’impossibilità di cliccare sul proprio box di ricerca e sui link adiacenti. Ma errori simili si manifestano in moltissimi altri siti, inclusi quelli di Yahoo!, AOL e YouTube.

“Microsoft non ha che da accusare se stessa per questo caos. In tutti questi anni, infatti, ha aggirato o plasmato le specifiche aperte del Web a suo piacimento, inframmezzandole di elementi non standard e spesso proprietari. Il risultato è che oggi la stragrande maggioranza dei siti web non è ottimizzata per gli standard, bensì per le peculiarità di IE7 e dei suoi predecessori. Una situazione a cui purtroppo si sono dovuti adeguare anche moltissimi browser alternativi”, ha commentato a Punto Informatico un web designer italiano impegnato nel mondo open source, che ha voluto rimanere anonimo. “E così oggi ci si ritrova nella situazione, comica quanto paradossale, che la prima versione di IE ligia agli standard non sia compatibile con il… Web. Quanto meno non con il Web del mondo reale”.

Per aggirare l’inghippo, Microsoft ha inserito nella Beta 1 di IE8 il pulsante Emulate IE7 che, se cliccato, consente – ma solo dopo il riavvio del browser – di visualizzare le pagine come se si stesse usando IE7. Microsoft ha fatto capire che questa è solo una funzione temporanea, messa lì a beneficio degli sviluppatori, ma se da qui all’uscita della versione finale IE8 dovesse ancora bisticciare con un significativo numero di siti web, il bottoncino per l'”emulazione” di IE7 potrebbe conservare il suo posto.

In teoria questa modalità “compatibile” dovrebbe essere attivata dagli sviluppatori mediante l’inserimento, all’interno delle pagine web, di uno speciale meta-tag. Il problema, spiegano molti web master, è che questa semplice operazione non basta per rendere un sito web pienamente conforme agli standard e, nello stesso tempo, compatibile con tutti i browser meno recenti: è spesso necessario rimettere mano al codice o alla struttura stessa delle pagine web, e ciò richiede una certa mole di lavoro. La conseguenza, a detta di molti esperti, è che al momento dell’uscita di IE8 potrebbero esserci ancora miriadi di siti, specie tra quelli amatoriali o low budget, che non potranno essere visualizzati correttamente dal nuovo browser.

Microsoft è ben conscia del problema, e non per nulla ha rilasciato una beta di IE8 a tempo di record e, insieme a questa, una serie di tool per il test e lo sviluppo e link a risorse per approfondire i cambiamenti apportati dal nuovo browser. BigM invita anche i tester a segnalare, attraverso un tool scaricabile qui, tutti i siti Web che mostrano problemi con IE8.

 

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Apple: utili trimestrali in rialzo me delude sulle previsioni

Posted by agenziabarabc su gennaio 27, 2008

Apple: utili trimestrali in rialzo me delude sulle previsioni

Apple ha annunciato risultati record nel primo trimestre al 29 dicembre 2007 con utili in rialzo del 57%, a quota 1,58 miliardi di dollari, ma ha deluso per la prima volta negli ultimi tre anni sulle previsioni relative al trimestre corrente.

Apple ha registrato nel primo trimestre un utile per azione di 1,76 dollari (contro gli 1,6 dollari attesi dagli analisti) e ricavi in aumento del 35%, a 9,61 miliardi (a fronte di attese a quota 9,43 miliardi), di cui il 45% rappresentato dalle vendite internazionali.

Il margine lordo è salito al 34,7%, a fronte del 31,2% dello stesso trimestre dell’esercizio precedente. La compagnia ha registrato la vendita di 2,319 milioni di computer Macintosh (+44% in volumi e con un incremento in termini di fatturato del 47%) e di 22,121 milioni di iPod (+5% come volumi e +17% come ricavi). Quanto all’iPhone, le vendite si sono attestate a 2,315 milioni di pezzi.

“Siamo lieti di annunciare il nostro miglior trimestre di sempre, con fatturato e utili più alti nella storia di Apple“, ha commentato in una nota il numero uno della società californiana, Steve Jobs. “Abbiamo una solida serie di nuovi prodotti per il 2008, a partire dal MacBook Air, Mac Pro e iTunes Movie Rentals lanciati nelle prime due settimane”.

Guardando al secondo trimestre dell’esercizio fiscale 2008, Apple ha stimato un fatturato di 6,8  miliardi e un utile per azione di 0,94 dollari: obiettivi modesti, che per la prima volta in 3 anni mancano le previsioni degli analisti di, rispettivamente, 6,98 miliardi e di 1,11 dollari, e che segnalano pure le attese di un rallentamento dell’economia americana con pesanti riflessi sui consumi.

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Internet, il “peer to peer” non è reato

Posted by agenziabarabc su gennaio 25, 2008

 

Roma – Non c’è reato nello scambio telematico “peer to peer” di file audio e video. Sono in sostanza le conclusioni del pm della procura di Roma Paolo Giorgio Ferri condivise dal gip Carla Santese che ha accolto la richiesta di archiviazione di un procedimento, a carico di ignoti, aperto per violazione della legge sul diritto d’autore (la 248 del 2000) dopo la denuncia di una società.

La sentenza “In assenza di una legislazione che crei una fattispecie penale ad hoc – scrive il magistrato – non appare possibile dare rilevanza in questa sede a un fenomeno assai diffuso, di difficile criminalizzazione ed avente accertamenti quasi impossibili in termini di raccolta della prova”. Nella richiesta di archiviazione il pm spiega che “nell’ambito della condivisione telematica del sistema peer to peer lo scambio avviene direttamente, tra due utenti finali, senza l’intermediazione di un server centrale, il quale svolge semplicemente una funzione di collegamento del tutto generica e inizialmente solo di autenticazione degli utenti, nel momento in cui costoro accedono al sistema”. In questo caso, “i siti internet deputati a tale attività (www.bearshare.com, http://www.emuleitalia.net, http://www.bittorrent.com) – prosegue – si limitano ad autenticare l’utente che viene successivamente smistato verso altre reti ibride e decentralizzate in tutto il mondo”. Inoltre, il sistema di sicurezza utilizzato dagli utenti “per proteggere il contenuto dei file scambiati” rende “difficile l’identificazione” e si pongono così “problemi non solo per gli esiti delle indagini, ma anche di giurisdizione perchè lo scambio che rileva spesso avviene estero su estero”. Tra l’altro, spesso i mezzi investigativi sono esperibili solo in territorio estero, dove “la giurisprudenza non sempre si è espressa contro coloro che scaricano o consentono lo scarico di filmati o altri prodotti protetti dal diritto d’autore”.

Un torto di natura civilistica Il magistrato aggiunge che “non sembra o almeno non è pacifico (vi sono recenti sentenze in Usa e in Spagna) che le condotte che si vogliono censurare penalmente abbiano tale rilevanza”. È indiscusso viceversa che sia chi scarica da internet sia chi immette su internet commetta un torto di natura civilistica per i diritti d’autore, comunque evasi. “Ciò soprattutto perchè non sempre è ravvisabile quel lucro espressamente richiesto dalla norma penale – conclude – ma viceversa al più vantaggi del tutto indiretti e non conseguenti con certezza alla condotta da censurare penalmente”.

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Il 2007 degli utenti Windows. Il mercato ha bocciato Vista, e voi?

Posted by agenziabarabc su gennaio 12, 2008

 Il mercato ha bocciato Vista, e voi?

Vistawindows vista è stato installato sul 39 per cento dei Pc venduti nel 2007. A riferirlo, Bill Gates in persona a margine di una conferenza stampa al ces di Las Vegas che si è concluso ieri.

Per il presidente della Microsoft Vista ha raggiunto ottimi risultati, vendendo oltre 100 milioni di copie dal gennaio al dicembre 2007. La cifra a tutti noi sembra davvero enorme. Ma… in realtà conferma quello che molti analisti hanno detto di Vista: rispetto ai soldi spesi per progettarlo è stato un mezzo fiasco. Vediamo perché.

Nel 2002 windows xp(uscito sul mercato nell’ottobre 2001) aveva venduto 89 milioni di copie: questo significa che Windows Vista ha venduto il 10 per cento in più nel suo primo anno rispetto al primo anno di Xp. Se, però, mettiamo a confronto quanti Pc sono stati venduti durante il 2002 (primo anno di Xp) e il 2007 (primo anno di Vista) scopriamo nel 2002 sono stati venduti 132,4 milioni di unità, mentre nel 2007 255,7 milioni di unità.

Cosa vuol dire? Ve lo spieghiamo dopo il “salto”. Ora, invece, rispondete al nostro sondaggio, dedicato a voi che utilizzavate Windows Xp (ovviamente non potevamo includere tutte le possibilità).

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