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Agropoli, Cesarina Ricciardella nuovo segretario del Partito Democratico

Posted by agenziabarabc su luglio 4, 2008

“Spero di non deludere chi ha creduto così fortemente in me e di portare in alto il nome del Pd, costruendo insieme a voi la sua storia”.Cesarina Ricciardella ha salutato così la sua formale nomina a segretario del Pd di Agropoli, avvenuta ieri nella prima Assemblea pubblica del partito.
L’assemblea si è svolta nell’Aula Consiliare del Comune: più di un’ora di discussione e poi l’elezione del nuovo direttivo di 25 membri, incaricato appunto di nominare il segretario. Tale elezione ha visto partecipare un’unica lista, poiché la sezione ha preferito, in una riunione di iscritti avvenuta lunedì scorso, sciogliere prima nodi e possibili candidature e presentarsi quindi con un’unica voce.

Presidente dell’Assemblea è stato Tonino Pagano, vicepresidente il sindaco Franco Alfieri e segretario Massimo Lotoro.

La riunione ha avuto una forte valenza simbolica dal momento che ha rappresentato il primo vero congresso del partito di Agropoli, sancendone la definitiva nascita con l’elezione degli organi interni.

Dopo la presentazione di Pagano, Alfieri è il primo a intervenire, esordendo ovviamente col ricordare che “il Pd agropolese ha la fortuna e la responsabilità di guidare il centrosinistra e l’amministrazione comunale.” “Da parte mia” dice fra le altre cose il Sindaco “chiederò sempre al partito di aiutare il nostro lavoro di amministratori, ma anche di muovere consigli e critiche costruttive”.

Subito dopo viene data la possibilità di intervenire alle figure politiche invitate a rappresentare gli altri partiti di Agropoli. Si alza così Gianluigi Giuliano, capogruppo in Consiglio Comunale di Forza Italia. “Fra non molto saremo lieti anche noi” dice “di ricambiare l’invito al primo congresso cittadino del nascituro Partito del Popolo della Libertà”.

Dopo il consigliere forzista prende la parola Carmine Parisi, segretario della Sinistra Democratica di Agropoli, che non risparmia parole forti. “Sappiamo che anche noi saremmo dovuti stare qui, in questo partito. Ma non abbiamo potuto accettare il forte spostamento a destra attuato dal Pd. A noi non piace stare al centro, fra i ricchi e i poveri: vogliamo rappresentare i più deboli, sempre. E anche se non esprimiamo consiglieri comunali (Domini non ha aderito alla Sd, ndr) cercheremo comunque di dare il nostro contributo alla cittadinanza”.

Dopo questi veloci interventi, il presidente dell’assemblea dà inizio al dibattito fra i militanti. Al microfono si avvicina Vito Rizzo, che approfitta per rispondere a Parisi: “Non possiamo pensare che il Pd sia rappresentativo solo di una fetta della società. Costruire un dialogo anche con l’imprenditoria pulita è importante per un partito che aspira ad essere maggioritario e che vuole parlare a tutti”. “Il nuovo partito” continua Rizzo “deve essere senza post o ex, deve guardare al futuro fuori dai vecchi schemi. Ma ciò non significa che deve avere ansia di rinunciare alle vecchie tradizioni positive come la Festa dell’Unità”. E sul nodo ancora da sciogliere del nome della festa, ricordato da Rizzo, si alza dal pubblico il cittadino Antonio Lepre, che consiglia invece di archiviare la festa dell’Unità. “Adesso siamo democratici” spiega. “Cerchiamo di imitare la grande festa democratica nazionale, portiamo qui i pezzi grossi, così da coinvolgere più gente: oggi ce n’è davvero poca”. In effetti l’assemblea tanto vuota non è, ma per Lepre è comunque troppo poco partecipata rispetto al numero degli elettori del Pd. Dopo Rizzo dice la sua il militante Gerardo Scarpa, candidato al direttivo: “il Pd non nasce oggi” declama solenne “ ma ha origine nell’antifascismo e nella Costituzione, nella politica degli interessi di tutti”.

Segue poi un intervento di David De Concilio, giovanissimo democratico di Torchiara e direttore del nuovo mensile del Pd di Agropoli, “Il fare”. “Noi giovani del Pd” dichiara “abbiamo insistito e insistiamo sul ricambio generazionale, lo stesso che sta avvenendo proprio in questi mesi qui. Il giornale che abbiamo fondato vuole essere un intermezzo fra politica a cittadini, un luogo di idee, proposizioni, discussioni, consapevoli come siamo che i giornali di partito hanno fatto la storia della politica e continuano a farla”.

Ma seduta nell’aula c’è anche Roberta Morrone, che è stata candidata per il Pd alle ultime elezioni politiche. “La rivoluzione attuata dal PD nella politica italiana” dice “è stata enorme, paragonabile a quella copernicana: ha riportato il partito tra la gente. Il radicamento nel territorio è fondamentale per un partito maggioritario e di popolo quale vuole essere il nostro, e dunque è importante anche darsi una struttura interna, e ricreare la dialettica. Perchè il partito, da sempre, è il senso forte di una coscienza che fa di un uomo un cittadino”.

A seguire Massimo La porta, capogruppo in Consiglio Comunale del Pd, interviene brevemente e incoraggia i militanti: “un solo slogan: partecipare, discutere, decidere, ma con tanta passione”. Un altro intervento proviene dal professore Gregorio Marchio, che non senza accesa passione incoraggia i presenti e gli amministratori a riflettere sul ritrovato pericolo berlusconiano ma anche, più internamente, sul problema della netta disparità di risultati del Pd agropolese fra elezioni politiche e amministrative.

Ed ecco che può finalmente parlare Cesarina Ricciardella, non ancora formalmente eletta ma ormai già designata segretaria. “La prima cosa da fare” chiarisce “è riunire la dicotomia politica-cittadini: esistono solo i cittadini, e la politica è una parte di essi. Ciò significa chiudere con l’autoreferenzialità politica, arte sterile fina a se stessa che toglie di vista i veri problemi dei cittadini. Quello che principalmente mi ha sorretto e accompagnato in questa nuova realtà politica è appunto la convinzione che ci sia il bisogno di una persona “nuova”, capace di annullare la distanza triste fra società civile e società politica”.

Terminato dunque anche l’ultimo discorso, il presidente Pagano, vista la caratteristica della situazione unanime (come detto le diverse posizioni erano state già sintetizzate in una presente riunione) chiede ai presenti se sono d’accordo ad eleggere il direttivo -e quindi il segretario- per acclamazione. I militanti acconsentono e avviene l’elezione.

“Che sia un partito veramente democratico, senza unanimismi esasperatamente ricercati” augura in chiusura il presidente dell’Assemblea. “Più che una testa-un voto, ogni voto un pensiero. Perché tanti pensieri che si uniscono fanno un grande pensiero di democrazia e libertà”. Giovanni Landi

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