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E’ morto Fausto Gardini Grande del tennis italiano

Posted by agenziabarabc su settembre 17, 2008

Stroncato a 78 anni da un infarto nella sua casa a Forte dei Marmi. Fu uno dei migliori giocatori italiani negli anni Cinquanta e Sessanta. Il saluto di Pietrangeli: “Era un gran lottatore, se ne è andato troppo presto”

Fausto Gardini in una foto di qualche anno fa. Dfp

Fausto Gardini in una foto di qualche anno fa. Dfp
MILANO, 17 settembre – L’ex tennista Fausto Gardini è morto oggi pomeriggio nella sua casa di villeggiatura a Forte dei Marmi (Lucca). Gardini, che aveva 78 anni (era nato l’8 marzo 1930 a Milano, dove abitava), è stato stroncato da un infarto intorno alle 17. L’ex campione, secondo quanto spiegato dai familiari, non soffriva di cuore e il malore ha colto di sorpresa tutti. Lascia la moglie Liliana e i figli Stefania e Mario.
CARRIERA – Negli anni Cinquanta e Sessanta fu uno dei migliori giocatori italiani, nel periodo di Nicola Pietrangeli, Orlando Sirola e Giuseppe Merlo. Conquistò sette volte il titolo italiano di singolare e fu finalista al torneo di Amburgo del 1953. Da junior Gardini vinse due titoli italiani giovanili di doppio, in coppia con Gianni Clerici, nel 1947 e 1948. In Coppa Davis disputò 38 incontri, dal 1952 al 1963 (l’ultima volta contro lo spagnolo Manuel Santana, che lo sconfisse), con 29 vittorie: fu poi capitano non giocatore sette volte, tra il 1972 e il 1975. La sua vittoria più importante fu quella nel singolare degli Internazionali d’Italia, nel 1955, dove battè Giuseppe Merlo nella prima finale tutta italiana del dopoguerra (bissata poi solo da Pietrangeli-Merlo due anni dopo): fu un match lunghissimo, chiuso solo al quarto set per ritiro di Merlo.
IL SALUTO – Nicola Pietrangeli, ex compagno e avversario, lo ricorda così: “Era un amico. A me sembra un po’ presto morire a 78 anni: come è strana la vita, lui che era un lottatore a quanto mi risulta se ne è andato senza lottare”. “Fausto – prosegue Pietrangeli – era sicuramente un esempio per come giocava, bisogna ricordare che non ha mai perso un incontro di Coppa Davis a Milano pur giocando con giocatori molto forti. Lottava sempre, lui si stancava sempre perché anche le partite facili per lui erano delle lotte. Mi dispiace molto”.
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