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In Sicilia i democratici rischiano l’estinzione

Posted by agenziabarabc su giugno 18, 2008

Gaetano Mineo
PALERMO In Sicilia, il centrodestra pigliatutto. Conquista le otto Province andate alle urne, strappando così le ultime roccaforti al partito di Veltroni: Siracusa, Enna e Caltanissetta. Stravince in modo particolare alle comunali di Catania e Messina.

Come inaspettate sono state le percentuali dei vincitori: dal 60 a oltre il 75% di preferenze, sfiorando in alcuni casi l’80%. In sostanza, in Sicilia si ha l’impressione di ritornare al famoso 61 a 0 del 2001, quando l’allora Casa delle libertà conquistò nell’Isola tutti i seggi del Parlamento in palio. Dunque, il centrodestra fa il pieno. E se per presidente del Senato, Renato Schifani, il risultato elettorale conferma che nel Paese «è cambiato il vento, ed è cambiato in profondità», per il coordinatore del Pd in Sicilia, Francantonio Genovese, nonché candidato sconfitto a sindaco di Messina, il dato «è sconfortante». A dire il vero, non si sono registrate tante reazioni al voto da parte degli esponenti del partito di Veltroni che, proprio in Sicilia, «rischia l’estinzione», come sottolinea lo stesso deputato alla Camera del Pd, Vladimiro Crisafulli.
Al voto sono andati 147 comuni, 40 dei quali con oltre 10 mila abitanti e di cui 23 andranno al ballottaggio del 29 e 30 giugno prossimi. Protagonista, di certo è stato anche l’astensionismo che ha segnato un 9% in meno (55%) di affluenza rispetto alle politiche di aprile. Poi, una curiosità: non ce l’ha fatta al primo turno Vittorio Sgarbi a diventare sindaco di Salemi (Trapani). Il critico d’arte, appoggiato da tre liste (Udc, Dc e la lista civica «Donne e giovani di centro»), infatti, dovrá vedersela al ballottaggio con l’avversario del Pd. Ecco, invece, alcune cifre delle provinciali. A Palermo, il candidato del centrodestra ha avuto il 72,30% contro il 27,70% di quello del centrosinistra. A Catania Pdl-Udc-Mpa ha ottenuto il 77,62% rispetto al 18,6% di Pd-Pdci e Idv.
A Messina ha vinto col 76,01 Pdl-Udc-Mpa lasciando l’avversario Pd-Idv e partito socialista a quota 22% circa. A Trapani Pdl-Mpa-Udc hanno conquistato il 65,79% contro il 30,78% di Pd-Idv. E ancora: ad Agrigento ha vinto il centrodestra con il 67,88%, mentre l’opposizione non ha raggiunto il 15%. A Siracusa il centrodestra ha chiuso a quota 68,55% rispetto al 31,45% degli avversari. A Caltanissetta, il centrodestra ha superato con il 63,50% l’avversario di Pd-Idv rimasto invece a quota 29,82%. Poi c’è il «caso» Enna dove dopo 15 anni il centrodestra col 53,87% andrà a governare.
In merito a una sintetica analisi politica del voto, acclarata la netta sconfitta del partito di Veltroni per il quale già in Sicilia si chiede l’azzeramento dei vertici, c’è da dire che oltre alla confermata supremazia del Partito delle libertà, indubbiamente l’asse Cuffaro-Lombardo è risultato sempre più compatto e forte in Sicilia. E così se da un lato il leader del Mpa Raffaele Lombardo, che è anche presidente della Regione Siciliana, lancia un monito al premier, osservando: «Mi auguro che Berlusconi voglia cogliere il significato di questo successo come una speranza affidata a lui», dall’altro il neo senatore dell’Udc, Salvatore Cuffaro, precisa che ìi dati delle consultazioni «sanciscono un risultato importante per l’Udc che si attesta in Sicilia oltre il 20% e si conferma forza determinante per il centrodestra nell’Isola».

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