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Manovra, risparmi fino a 1.400 euro per famiglia

Posted by agenziabarabc su maggio 27, 2008

La cifra dell’«assegno» dipende dall’incrocio di tre fattori, ma il risparmio per la famiglia prodotto dal pacchetto fiscale varato dal Governo mercoledì scorso può sfiorare i 1.100 euro. Con la dote più generosa procurata dalla detassazione degli straordinari, e qualche incertezza in più legata invece al conto finale del meccanismo che congela la rata del mutuo a tasso variabile.

Per godere al meglio dal trittico di misure approvato a Napoli, quindi, bisogna puntare sugli straordinari. E il risultato più ghiotto arriva nelle tasche di chi si avvicina maggiormente ai limiti di reddito (30mila euro all’anno) e al tetto di compensi aggiuntivi (3mila euro) fissato dal Governo.
L’intervento, infatti, sostituisce la classica tassazione progressiva con un’aliquota fissa (10%), per cui la differenza cresce all’aumentare del reddito. Con un reddito di 30mila euro, per esempio, su 3mila euro di straordinari (al lordo degli oneri contributivi) la vecchia aliquota marginale chiedeva 1.034 euro, mentre la nuova aliquota si accontenta di 272. La differenza, 762 euro, scende a 354 se il reddito del soggetto è di 15mila euro. Per la prima «famiglia-tipo» esaminata nelle tabelle a destra il risparmio in busta è di 1.116 euro, che salirebbe a quota 1.524 se entrambi i c0niugi contassero su 30mila euro all’anno.

Il capitolo Ici, invece, è legato al valore catastale della prima casa che ora abbandona l’imposta. Non è il valore di mercato, ma anche il Catasto, nella sua immobilità, ha mantenuto qualche contatto con le dinamiche reali: la «famiglia tipo» numero tre, la più «ricca» fra quelle ipotizzate, abita in un bell’appartamento di 120 metri quadri in centro a Milano, e dall’addio all’Ici guadagna 517 euro. La famiglia 2, residente in un bilocale a Trieste, ne risparmia invece 73. La dimensione della città, e la zona censuaria, influiscono sui valori, che mediamente sono più alti al Nord.
Il terzo pilastro della manovra fiscale è rappresentato dal meccanismo che congela le rate dei mutui a tasso variabile alla situazione del 2006. Per molti è una boccata d’ossigeno (un trentennale acceso nel 2006, secondo i calcoli di Ing Direct, ha già visto crescere la rata mensile di circa 200 euro), ma rimane l’incertezza sul costo finale dell’operazione. A tassi invariati, infatti, lo stesso mutuo, una volta congelato, durerebbe 18,6 anni in più e si porterebbe dietro 142mila euro di nuovi interessi. Il risultato reale, insomma, dipenderà dai movimenti futuri degli aggi.

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