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Il governo a Napoli. Parte la sfida di Berlusconi

Posted by agenziabarabc su maggio 21, 2008

Il megamanifesto pro Berlusconi

Tredici giorni fa il giuramento al Quirinale, oggi il Consiglio dei ministri (ore 11,30 in Prefettura) a Napoli: Silvio Berlusconi accelera e punta a concretizzare le prime promesse elettorali. La luna di miele con gli italiani “scade” a metà estate e il Cavaliere sa che i primi cento giorni di ogni governo sono d’oro e non vanno sprecati. Il Berlusconi quater si è già riunito, ma quello di oggi è il primo appuntamento operativo che ha tre assi portanti: affrontare l’emergenza rifiuti, dare un segnale forte sul fronte della sicurezza e mettere nero su bianco le misure fiscali chiave a favore delle famiglie e dei lavoratori.
La prima promessa intanto Berlusconi l’ha già mantenuta: tenere il primo Cdm operativo nel capoluogo partenopeo. Una scelta “simbolica”, aveva ripetuto più volte, fatta per dimostrare l’importanza che il governo attribuisce alla lotta alla “monnezza”. La città, blindata e interamente presidiata dalle forze dell’ordine, vedrà comunque sfilare nove cortei: da chi chiede soluzioni all’emergenza rifiuti a chi urlerà il proprio no alle discariche, dagli operatori socio-sanitari, agli Lsu, ai disoccupati a un gruppo di Rom “sfrattato” dal quartiere Pondticelli (qui le immagini). Alta la tensione e lavoro straordinario per i circa mille tra carabinieri e poliziotti impiegati nel controllo del territorio. Presidiata e transennata piazza Plebiscito dove si affacciano sia prefettura che Palazzo Reale: sarà il percorso che il premier percorrerà, nel pomeriggio, per la conferenza stampa).

Tornando ai nodi sul tavolo del cdm, quello dei rifiuti è il preoccupante per il Cavaliere: le soluzioni sono infatti difficili da individuare e altrettanto difficili da mettere in atto. Non è quindi casuale che all’ordine del giorno della riunione il tema non compaia; il che non vuol dire che qualcosa non sia in cantiere. Fra le novità possibili, la proroga del commissario straordinario Gianni De Gennaro e la decisione di allargare subito la squadra di governo di un’unità, aprendo la strada alla prima eccezione alla legge Bassanini che fissa a 60 il numero dei componenti del governo: il nuovo posto sarebbe per il sottosegretario ad hoc alla “spazzatura” (che con ogni probabilità sarà Guido Bertolaso). Nuove discariche e un piano sanitario sono gli altri campi sui quali l’Esecutivo pensa di agire. Misure concrete e immediate per evitare che il Cdm possa apparire una vetrina allestita a uso e consumo dei media. E’ naturale che la questione rifiuti occupi un posto di rilievo nell’agenda di domani, ma non sarà l’unica priorità.

Sicurezza e fisco sono gli altri due filoni chiave. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e quello del Welfare Maurizio Sacconi hanno lavorato in tandem: confermato l’abolizione dell’Ici e gli sgravi sugli straordinari.
Se per la tassa sulla prima casa le attese saranno soddisfatte, per gli sconti fiscali si tratta invece di una sperimentazione che riguarderà solo una parte dei lavoratori (sono previste soglie di reddito e gli statali sono esclusi). Un primo passo di cui il titolare del Welfare si dice molto soddisfatto, anche perché non esclude di poter ampliare la platea dei beneficiari più in là. Il punto come sempre è far tornare i conti, a maggior ragione in situazione che non è rosea come non ha mancato di sottolineare oggi il Tesoro.

C’è poi il dossier sicurezza. È quello sul quale si sono accese più polemiche, anche dentro la maggioranza. Diversi i provvedimenti che entreranno in Consiglio dei ministri: un decreto legge, un disegno di legge e tre decreti legislativi.
Tra le novità principali di quest’ultimo pacchetto, l’introduzione del reato di immigrazione clandestina. Misura che da giorni fa discutere e che nelle versioni finali dei testi ha trovato un posto nel disegno di legge, e quindi nel provvedimento meno delicato e che sarà al centro di un ampio dibattito parlamentare. Se infatti a difenderla a spada tratta resta il ministro dell’Interno Roberto Maroni, secondo il quale rappresenta un valido “deterrente”, il centrosinistra attacca con il ministro ombra Marco Minniti: avrà, dice l’esponente del Pd, un effetto ‘boomerang’, le carceri si riempiranno fino a traboccare, e la sicurezza sociale sarà così ancora più a rischio.

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