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Archive for maggio 2008

Napoli,decreto rifiuti:pm perplessi

Posted by agenziabarabc su maggio 30, 2008

I magistrati di Napoli in un documento inviato al Csm esprimono forti perplessità sul decreto del governo su ambiente e rifiuti. L’abolizione del potere del pm di disporre sequestri preventivi di discariche e zone di stoccaggio sarà “un fattore di rilevante depotenziamento” del contrasto alle attività illegali “di tutti gli inquinatori del territorio”. E significherà perdita di efficacia “nel contrasto della criminalità organizzata”.

I magistrati di fatto bocciano il pacchetto approvato dal Consiglio dei ministri. Scrivono i giudici: “Solo nella regione Campania, posto che per le altre regioni italiane vige un divieto assoluto, sarà possibile smaltire in discarica un rifiuto normativamente considerato pericoloso in qualunque paese europeo”.

“Siamo assolutamente consapevoli delle responsabilità istituzionali e dei gravosi compiti che incombono sui magistrati della procura di Napoli – precisano i magistrati -, chiamati ad assolvere, sulla base della nuova legge, compiti nuovi e difficili”.

L’abolizione del potere del pm di disporre sequestri preventivi di discariche e aree di stoccaggio si tradurrà in “un fattore di rilevante depotenziamento” del contrasto alle attività illegali “di tutti gli inquinatori del territorio”. E significherà anche una perdita di efficacia “nell’azione di contrasto alla stessa criminalità organizzata”.

“Negli ultimi anni diverse indagini preliminari hanno accertato la consumazione di gravi violazioni della legge penale, tutte afferenti all’attuale sistema di raccolta, trasporto, stoccaggio, recupero e smaltimento dei rsu e di altra tipologia”, ricordano i 72 sostituti e 3 della Procura di Napoli.

“Discarica piena, sarà un nuovo Vajont”
Ma a gettare ombre ancora più inquietanti sull’intera vicenda ci sono le oltre 650 pagine di intercettazioni che hanno portato a 25 arresti domiciliari. Due dirigenti della Fibe (l’impresa che vinse l’appalto per lo smaltimento dei rifiuti) – scrive “Repubblica” – parlano della discarica di Villaricca, diventata una “piscina di percolato”. Le possibili soluzioni: coprire il tutto con la sabbia, così che all’apparenza sembri tutto regolare. Uno dei due ricorda all’interlocutore che se la discarica riceverà altre tonnellate di spazzatura potrebbe diventare un nuovo Vajont.

In una intercettazione a parlare è Marta Di Gennaro, all’epoca vice di Guido Bertolaso e il dirigente Michele Greco. Di Gennaro descrive i rischi di tracimazione del percolato, immagini definite “impressionanti”.

Emerge poi anche l’amarezza di Guido Bertolaso, ex commissario straordinario. Bertolaso è stanco di lottare contro gli amministratori locali, dai quali ha subito soltanto “schiaffi. Alternative non ce ne abbiamo, altre ipotesi non stanno in piedi… noi stiamo davanti alla finestra, cosa altro c’è da dire”, commenta stanco l’ex commissario straordinario.

Berlusconi oggi a Napoli
Dopo il Consiglio dei ministri, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi volerà a Napoli, dove avrà alcuni incontri in Prefettura sul tema dei rifiuti. Prevista anche la presenza del sottosegretario all’Emergenza rifiuti, Guido Bertolaso. Alle 18, sempre in Prefettura, è prevista una conferenza stampa. In serata, il premier farà ritorno a Roma.

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Il bacio saffico e hot di Nereida

Posted by agenziabarabc su maggio 30, 2008

Non c’è che dire Nereida Gallardo sa come stupire il suo fidanzato Cristiano Ronaldo: quando, infatti, il fuoriclassse del Manchester vedrà le foto osé che ritraggono la modella insieme ad altre amiche pubblicate dal Sun resterà senza parole. Nelle immagini la giovane spagnola infatti non si fa mancare nulla: in una toilette di una discoteca di Palma di Maiorca eccola in topless alle prese con un bacio saffico.

Niente posati, come era già successo su Bild e Interviù, piuttosto foto private che confermano il caratterino tutto pepe della giovane Nereida.

Solo qualche giorno fa un ex della futura signora Ronaldo aveva rivelato che Nereida a letto è insaziabile. E a vedere queste foto non ne dubitiamo proprio.

Basti pensare che in una delle immagini la Gallardo si mostra in topless insieme a due amiche, esibendosi anche in un bacio saffico. In un’altra le tre sollevano le gonne mostrando la loro biancheria intima. Le foto erano inizialmente apparse sul web con le facce oscurate, ma ora  il Sun ha svelato l’identità.

Stava giocando davanti alla macchinetta fotografica – ha spiegato una fonte vicino alla modella spagnola-. Ma sono sicuro che sarebbe contenta di ricreare la scena per Cristiano. Probabilmente lo farebbe assistere, dato che è una tipa scatenata“.

Chissà se Ronaldo, che finora sembrava voler fare sul serio, dopo aver visto queste foto sarà dello stesso avviso.

Di certo c’è che i due sono inseparabili. Lei è spesso nella mega-villa del portoghese nel Cheshire e lui ha preso l’abitudine di inviarle baci a ogni gol segnato. Secondo la madre del giocatore, è possibile che dopo gli Europei si cominci a parlare di matrimonio. Sempre che queste foto non rimandino per sempre il sì.

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Chiaiano:via blocchi,ora i tecnici

Posted by agenziabarabc su maggio 27, 2008

Rifiuti, indagato il prefetto Pansa

I manifestanti hanno abbandonato il presidio antidiscarica di Chiaiano. Arrivati i tecnici per realizzare i carotaggi che accerteranno l’idoneità del sito. Intanto il quotidiano Il Mattino, citando fonti giudiziarie, scrive che il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, ha ricevuto un avviso di garanzia per irregolarità durante il semestre in cui era stato nominato commissario all’emergenza rifiuti.

Tolta la barricata
I manifestanti di Chiaiano hanno rimosso spontaneamente la barricata di cassonetti che ostruiva l’accesso a via Cupa del Cane, la strada che porta alle cave dove dovrebbe essere aperta la discarica. La decisione è arrivata al termine di una lunghissima discussione fra i manifestanti che hanno trovato l’accordo, accogliendo l’appello fatto dal sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, presente sul posto. I manifestanti proseguiranno comunque il presidio pacifico in piazza in attesa che giungano i tecnici che dovranno effettuare i rilievi nelle cave.

No global: “La nostra protesta continua”
“Noi i blocchi non li vogliamo togliere” così Pietro, uno degli esponenti dei centri sociali all’interno della protesta di Chiaiano ha aperto il dibattito in piazza dopo le dichiarazioni pubbliche del sindaco di Marano che aveva chiesto di togliere i blocchi stradali. “Abbiamo aperto la strada che dalla collina di Camaldoli porta alle cave – prosegue Pietro – quindi non c’è motivo di togliere le barriere da via Cupa dei Cani”. La linea dura dei no-global è condivisa però solo da una parte dei manifestanti.

“Abbiamo ottenuto che nella commissione tecnica ci fossero anche gli esperti scelti da noi – spiega un altro esponente del presidio contro la discarica – e abbiamo accettato che i tecnici andassero nella cava per i rilievi. Quindi queste barriere non hanno più senso”. Il dibattito in piazza Rosa de Venti sta continuando, anche se la tensione che si era alzata dopo il discorso del sindaco è scemata.

Indagato il prefetto Pansa
Il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, secondo quanto riferisce il quotidiano Il Mattino, ha ricevuto un avviso di garanzia nell’ambito di un’inchiesta su presunte irregolarità nella gestione del commissariato rifiuti. Pansa è stato commissario per l’emergenza rifiuti per sei mesi, dall’estate scorsa fino a dicembre 2007. L’avviso, secondo quanto riferisce il quotidiano, è stato recapitato al prefetto Pansa dal procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore. L’indagine è condotta dai carabinieri.

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Manovra, risparmi fino a 1.400 euro per famiglia

Posted by agenziabarabc su maggio 27, 2008

La cifra dell’«assegno» dipende dall’incrocio di tre fattori, ma il risparmio per la famiglia prodotto dal pacchetto fiscale varato dal Governo mercoledì scorso può sfiorare i 1.100 euro. Con la dote più generosa procurata dalla detassazione degli straordinari, e qualche incertezza in più legata invece al conto finale del meccanismo che congela la rata del mutuo a tasso variabile.

Per godere al meglio dal trittico di misure approvato a Napoli, quindi, bisogna puntare sugli straordinari. E il risultato più ghiotto arriva nelle tasche di chi si avvicina maggiormente ai limiti di reddito (30mila euro all’anno) e al tetto di compensi aggiuntivi (3mila euro) fissato dal Governo.
L’intervento, infatti, sostituisce la classica tassazione progressiva con un’aliquota fissa (10%), per cui la differenza cresce all’aumentare del reddito. Con un reddito di 30mila euro, per esempio, su 3mila euro di straordinari (al lordo degli oneri contributivi) la vecchia aliquota marginale chiedeva 1.034 euro, mentre la nuova aliquota si accontenta di 272. La differenza, 762 euro, scende a 354 se il reddito del soggetto è di 15mila euro. Per la prima «famiglia-tipo» esaminata nelle tabelle a destra il risparmio in busta è di 1.116 euro, che salirebbe a quota 1.524 se entrambi i c0niugi contassero su 30mila euro all’anno.

Il capitolo Ici, invece, è legato al valore catastale della prima casa che ora abbandona l’imposta. Non è il valore di mercato, ma anche il Catasto, nella sua immobilità, ha mantenuto qualche contatto con le dinamiche reali: la «famiglia tipo» numero tre, la più «ricca» fra quelle ipotizzate, abita in un bell’appartamento di 120 metri quadri in centro a Milano, e dall’addio all’Ici guadagna 517 euro. La famiglia 2, residente in un bilocale a Trieste, ne risparmia invece 73. La dimensione della città, e la zona censuaria, influiscono sui valori, che mediamente sono più alti al Nord.
Il terzo pilastro della manovra fiscale è rappresentato dal meccanismo che congela le rate dei mutui a tasso variabile alla situazione del 2006. Per molti è una boccata d’ossigeno (un trentennale acceso nel 2006, secondo i calcoli di Ing Direct, ha già visto crescere la rata mensile di circa 200 euro), ma rimane l’incertezza sul costo finale dell’operazione. A tassi invariati, infatti, lo stesso mutuo, una volta congelato, durerebbe 18,6 anni in più e si porterebbe dietro 142mila euro di nuovi interessi. Il risultato reale, insomma, dipenderà dai movimenti futuri degli aggi.

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Tregua a Chiaiano. Domani al via i rilievi tecnici

Posted by agenziabarabc su maggio 26, 2008

Notte tranquilla al presidio anti-discarica di Chiaiano, dopo la tregua assicurata ieri dal sottosegretario Guido Bertolaso, che ha concesso del tempo in vista dei rilievi tecnici di martedì mattina.
Sul posto, disseminati in più punti strategici, ci sono ancora una cinquantina di persone. In particolare i partecipanti al presidio hanno monitorato una delle barriere costruire lungo via Cupa dei cani, strada di accesso al sito individuato come possibile discarica.
Daniele, dell’associazione Insurghenzia, spiega che oggi alle 18 ci sarà un’assemblea pubblica, per decidere quale posizione assumere di fronte all’ipotesi di un confronto con i tecnici che il commissariato per l’emergenza rifiuti invierà.
Nella notte i vigili del fuoco hanno ricevuto diverse segnalazioni di roghi di cassonetti, e dalle 20 di ieri hanno effettuato 25 interventi nel napoletano, anche a Chiaiano.

Nella giornata di domenica c’è stata una riunione di cinque ore fra il sottosegretario Guido Bertolaso e gli amministratori di Chiaiano e dei comuni limitrofi, che si è conclusa, in pratica, con la vittoria della linea del governo, visto che fino a sabato i cittadini e i comitati di protesta si erano detti contrari anche alla possibilità che venissero effettuati i carotaggi nei siti selezionati.
Cantano comunque vittoria i sindaci e i comitati della zona: «Dopo le tensioni dei giorni scorsi in cui abbiamo sperimentato un atteggiamento di chiusura totale, apprezziamo molto la volontà del sottosegretario Bertolaso di riportare il confronto sul tavolo tecnico e dei dati oggettivi», dice il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta. «Una via d’uscita a questa vicenda potrebbe venire proprio dalle verifiche tecniche – aggiunge il presidente della municipalità di Chiaiano, Carmine Malinconico. E se anche le analisi non ci dessero ragione, chiederemo la riapertura del tavolo per discutere dei problemi socioambientali che impediscono una discarica in quella zona».

Dal canto suo Bertolaso non ha parlato, ma chi ha partecipato alla riunione di domenica ha ribadito che il suo atteggiamento è quello annunciato mercoledì scorso a Napoli dallo stesso Berlusconi: lo Stato, stavolta, non arretrerà. Nella nota scaturita al termine dell’incontro, e firmata anche dai comitati di protesta, si dice che entro lunedì verrà costituito il tavolo tecnico a cui parteciperanno gli esperti dell’Arpac e quelli indicati dalle comunità locali (oltre a Chiaiano, i comuni di Marano, Mugnano e Calvizzano) e dai comitati dei cittadini, oltre a cinque cittadini. A conclusione della analisi, che dovranno essere ultimate entro 20 giorni, le parti si rivedranno per riprendere il confronto alla luce dei risultati. Nella nota viene rivolto anche un appello ai cittadini affinchè consentano l’accesso «dei tecnici e dei mezzi necessari» al sito.

In pratica, l’impegno preso da Bertolaso con gli amministratori locali, e ribadito anche nei giorni scorsi, è che la realizzazione della discarica di Chiaiano, ma anche di quelle nelle altre zone indicate nel decreto, «è subordinata a tutte le indagini tecniche, nel pieno rispetto della normativa comunitaria di settore, nonchè di tutte le prove tecniche che il tavolo riterrà necessarie, sempre nel rispetto della normativa europea».

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Dieci discariche nel decreto rifiuti e a Chiaiano esplode la protesta

Posted by agenziabarabc su maggio 23, 2008

ROMA – Dieci discariche, per tamponare e avviare verso una soluzione l’emergenza rifiuti in Campania: i nomi dei dieci siti – tra cui Chiaiano a Napoli – sono inseriti nel decreto firmato da Giorgio Napolitano. Ma in serata, proprio a Chiaiano, esplode, fortissima, la protesta: manifestanti contro forze dell’ordine, blocchi stradali, scontri, lanci di pietre. Il bilancio è di dieci dimostranti contusi, e cinque persone fermate.

Gli scontri. I cittadini hanno cominciato a manifestare a Chiaiano nel pomeriggio. Hanno bloccato le strade di accesso alla zona, hanno rovesciato anche due egli autobus. Di fronte a questo comportamento, le forze dell’ordine hanno compiuto due cariche: una decina di persone hanno riportato contusioni, una ha avuto un malore ed è stata traspostata in ospedale. L’inviato del tg3, Romolo Sticchi, ha riferito di essere stato bastonato dai poliziotti. In serata, la tregua. Ma intanto una trentina si persone si è recata davanti alla questura di Napoli, in via Medina, per sollecitare il rilascio dei cinque fermati dalla polizia. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha commentato così: “Era prevedibile una reazione di questo tipo, lo capisco, ma è interesse di tutti porre fine a questa vera e propria tragedia nazionale”.

Le discariche.
Nel decreto, che ora viene pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, sono indicati dieci siti dove dovranno essere realizzate le discariche: tra questi sicuramente tre già conosciuti – Savignano Irpino nell’avellinese, Sant’Arcangelo Trimonte nel beneventano e Terzigno nell’area vesuviana del napoletano – ai quali si aggiungono un’altra cava a Terzigno, e poi Andretta in provincia di Avellino, Ferrandelle a Santa Maria La Fossa, Cava Mastroianni in località Torrone in provincia di Caserta, Serre in provincia di Salerno e, appunto, Chiaiano, a Napoli, già prevista nell’ordinanza firmata dal commissario uscente Gianni De Gennaro lo scorso 30 aprile.


Il caso Serre. Quanto alla località del salernitano, nel decreto è indicato soltanto il nome del comune: in teoria si potrebbe ampliare l’attuale discarica di Macchia Soprana, e anche aprirne una nuova a Valle Della Masseria, dove si consumò lo scontro con l’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.

I termovalorizzatori. Saranno quattro, di cui uno a Napoli. “E’ giunto il momento – dice Bertolaso – di scrivere la parola fine ad una vicenda che il presidente Napolitano, in maniera ottimista e benevola, ha definito penosa”. Ed è giunto il momento di chiuderla “con le favole: quella del fos, che è solo immondizia triturata, quella delle ecoballe, che sono come il tal quale, quella dei Cdr, che sono impianti che non producono nulla”. Bisogna dunque “rimboccarsi le maniche, mettere da parte malumori, strumentalizzazioni e divisioni”.

Bertolaso polemico. Parole, quelle appena citate, rivolte non solo a quei cittadini che non intendono ascoltare ragioni diverse dalle loro ma anche a “qualche collega burocrate” che, sono sempre parole di Bertolaso, ha fatto “resistenze” al decreto perchè non convinto dalla compatibilità del ruolo di capo della protezione civile accanto a quello di sottosegretario ai rifiuti.

L’utilizzo dei militari. Prima di lasciare Napoli Bertolaso è tornato sull’utilizzo dei militari, che non “avranno regole d’ingaggio” perchè il loro compito sarà di “sorveglianza, tutela e protezione dei siti”. E però, ha precisato, poichè le discariche saranno siti di interesse strategico, “se qualcuno tenta di violarle paga le stesse conseguenze che se tenta di entrare in una caserma dell’esercito”.

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Antonveneta, a giudizio Fazio e Fiorani

Posted by agenziabarabc su maggio 23, 2008

Oltre all’ex governatore della Banca d’Italia e al banchiere di Lodi, in tutto saranno processate 17 persone e 2 società. La prima udienza è stata fissata il prossimo 23 ottobre

Dopo anni d’indagini arrivano i rinvii a giudizio per la scalata Antonveneta. Il giudice per le indagini preliminari di Milano, Luigi Varanelli, ha infatti deciso che saranno processati l’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, l’ex capo della vigilanza di via Nazionale Francesco Frasca, il sentore Luigi Grillo e altre persone. In tutto il gup ha rinviato a giudizio 17 persone e due società.
Sarà giudicato per l’accusa di aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza anche l’ex amministratore delegato di Bpi, Giampiero Fiorani. Per gli altri reati contestati il banchiere ha invece chiesto il patteggiamento.
Dovranno presentarsi in aula anche i due vertici di Unipol, Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti, i quali oggi sono stati intanto prosciolti insieme al commercialista Claudio Zulli, dall’accusa di riciclaggio formulata in un capo di imputazione (capo O). Tutti e tre hanno inoltre chiesto un patteggiamento parziale. Rinviati a giudizio tra gli altri anche l’imprenditore Luigi Zunino e le due società Unipol Spa e Nuova Parva (riconducibile quest’ultima allo stesso Zunino) per la legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa. La posizione di Giampiero Beccaria è stata stralciata e trasmessa per competenza a Lodi. Il giudice nel corso dell’udienza preliminare ha respinto in pratica tutte le eccezioni sollevate dai difensori.
Il gup di Milano Luigi Varanelli ha quindi accolto tutte le richieste di patteggiamento, una sessantina, avanzate dagli imputati, recuperando così circa 240 milioni di euro.
“Credo che il giudice abbia deciso il rinvio a giudizio per il clamore della vicenda non ritenendo di assumere una decisione non in linea con questo clamore”. Lo ha detto l’avvocato Andrea Corradino difensore del senatore Luigi Grillo mandato a processo dal gup Luigi Varanelli nell’ambito della vicenda sul tentativo di scalata ad Antonveneta da parte di Bpi. “Il mio cliente – ha proseguito il legale – si sente tranquillo. Si è sempre sentito tranquillo perché è consapevole di non aver commesso alcun reato”.
Il processo è in calendario per il 23 ottobre prossimo davanti alla seconda sezione penale.

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L’Italia riapre al nucleare

Posted by agenziabarabc su maggio 23, 2008

L’Italia rientra nel nucleare: a 21 anni dal referendum dell’87 che bandì l’atomo dalla Penisola, il governo annuncia la retromarcia.

E fissa un calendario serrato: già tra cinque anni, entro il 2013, i cantieri delle centrali atomiche saranno aperti. Parola del ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, che coglie l’occasione dell’assemblea di Confindustria e prende al volo l’invito della neo presidente Emma Marcegaglia a riaprire gli investimenti nel settore.
«Entro la fine della legislatura, sarà posta la prima pietra di un gruppo di centrali di nuova generazione», dice il ministro, ricevendo gli applausi degli imprenditori. Gli operatori, Enel ed Eni in prima linea, rispondono al volo: «Noi siamo pronti». E, anche se per veder prodotto il primo chilowattora di elettricità servono, una volta avviati i lavori, altri 4 anni e mezzo, l’Italia rientra nel settore. Settore che vede in Europa circa il 35% della luce consumata dal vecchio continente provenire dall’atomo e nel quale sono presenti, in varia misura, quasi tutti i principali partner, Francia e Germania in prima linea.
Scajola, avverte che l’Italia ha bisogno di una svolta in materia energetica da «affrontare con estrema risolutezza e senso di responsabilità». Largo quindi all’atomo, perché, spiega il ministro, «solo gli impianti nucleari consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell’ambiente».
A più di vent’anni dal referendum che l’aveva abrogata, si riapre la strada mentre – come facilmente ipotizzabile – gli ambientalisti insorgono e si preparano e ricreare quel fronte del «no grazie» che fece epoca alla fine degli anni ’80.
«Non è più eludibile un piano di azione per il ritorno al nucleare», sottolinea Scajola, annunciando che «onoreremo con convinzione e determinazione l’impegno assunto dal premier Silvio Berlusconi: entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione di una centrale nucleare di nuova generazione». La scadenza è al 2013, una data entro la quale, secondo il ministro, sarà necessario «ricostruire competenze e istituzioni di presidio, formando la necessaria filiera imprenditoriale e tecnica e prevedendo soluzioni credibili per i rifiuti radioattivi».
Parole che hanno immediatamente scatenato la reazione, dura, degli ambientalisti: «L’energia prodotta dall’atomo è più costosa delle altre fonti e non ha fatto passi avanti in termini di sicurezza», ribatte Legambiente e Greenpeace Italia rincara la dose: «Riaprire il nucleare è inaccettabile» e «questo annuncio suona come una dichiarazione di guerra».
E mentre tutto il Pdl plaude alle parole di Scajola, il centrosinistra fa muro: «Il nucleare è una scelta sbagliata perchè è antieconomica, vecchia e pericolosa», spiega Angelo Bolelli dei Verdi, mentre per il ministro ombra per l’Ambiente del Pd, Ermete Realacci, «pensare di portare in cinque anni il nucleare in Italia è qualcosa di ideologico, una battaglia come quella per l’articolo 18, che sappiamo come è andata a finire».

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Zambrotta vicino al Milan,Thuram di nuovo al Monaco?

Posted by agenziabarabc su maggio 23, 2008

Intento Didier Deschamps vorrebbe tornare ad allenare, dopo un anno di pausa, sedendosi sulla panchina del Lione
ROMA
Gianluca Zambrotta è sempre più vicino al Milan.
Secondo il quotidiano catalano “Sport”, c’è ancora una differenza di tre milioni di euro tra la richiesta del Barcellona (10 milioni) e l’offerta rossonera (7), ma dopo l’incontro di ieri tra il ds blaugrana Txiki Begiristain ed Ernesto Bronzetti l’accordo sembra ormai a un passo.
Il desiderio di Zambrotta è tornare in Italia e giocare per il Milan e le posizioni delle due società sono tutto sommato più vicine.
Più complicata, invece, la strada che porta a Ronaldinho. Il club di via Turati sarebbe pronto a un importante sforzo economico, aumentando l’offerta da 15 a 25 milioni di euro, cifra che però rimarrebbe ancora ben lontana dai 40 milioni richiesti dal Barca. Atteso nelle prossime ore a Barcellona il fratello e procuratore di Ronaldinho, Roberto de Assis.

Per Lilian Thuram si profila un ritorno al Monaco. Secondo “Le Parisien” il difensore del Barcellona, 36 anni, è entrato nel mirino del club del Principato dopo che i dirigenti monegaschi hanno escluso l’ipotesi Fabio Cannavaro a causa dell’elevato ingaggio percepito dal capitano della Nazionale al Real Madrid (6 milioni di euro all’anno).
Per Thuram, ex Juventus, si tratterebbe di un ritorno alle origini, visto che ha indossato la maglia del Monaco dal 1990 al 1997, anno in cui fu acquistato dal Parma.

Intanto Didier Deschamps vuole tornare ad allenare. A un anno dall’addio alla Juventus, il tecnico francese è pronto a sedersi nuovamente su una panchina e, al momento, l’ipotesi più probabile è quella del Lione, al posto del sicuro partente Alain Perrin. «Se rispondo sì – dice Deschamps a “France Football” – il mio viene considerato una sorta di appello, mentre se rispondo no si dirà che non sono interessato«. «Qualsiasi allenatore – conclude il capitano della Francia campione del mondo nel 1998 – non può rimanere insensibile all’idea di guidare il Lione».

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per chi ancora non e convinto:partiamo dalla vittoria di uno e dell’altro 2 video per voi pochi indecisi

Posted by agenziabarabc su maggio 22, 2008

VIDEO BERLUSCONI VITTORIA

VITTORIA PRODI FINO ALLA CADUTA

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