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Peer to peer, Strasburgo: stop alla criminalizzazione

Posted by agenziabarabc su aprile 13, 2008

Lo scambio di file in rete non può causare la chiusura dell´accesso a internet. Mentre in tutto il mondo si stanno diffondendo leggi restrittive contro la violazione del diritto d’autore tramite l´uso di programmi di file sharing, il Parlamento Europeo per la prima volta si è mosso non considerando esclusivamente gli interessi delle major della musica e del cinema. Impedire l´accesso a internet a chi insiste nel mettere in rete file musicali pirata è un provvedimento troppo drastico e sproporzionato alla colpa secondo il Parlamento Europeo.

Con una votazione che ha visto 314 membri favorevoli (e 297 contrari) è stato infatti votato un emendamento che riduce le misure perseguibili nei confronti di un utente che condivide o scarica file protetti da diritto d’autore. È uno stop alla politica del pugno di ferro, propugnata invece dal presidente francese Sarkozy e da numerosi esponenti del governo inglese capeggiato da Gordon Brown.

«Vogliano segnare un bilanciamento tra gli interessi dei possessori dei diritti d’autore e quelli dei consumatori – ha commentato portavoce del Parlamento Europeo, Malene Folke Cahucheprat -, e una misura che blocchi l’accesso a internet non può essere usata”. L´organo comunitario invita di conseguenza la Commissione Europea e gli stati membri a «evitare di adottare misure in conflitto con le libertà civili, i diritti umani e i principi di proporzionalità». Il suo voto, comunque, non è vincolante e lascia libertà ai singoli stati membri di agire come ritengono più opportuno.

Il pronunciamento dell´istituzione europea costituisce una chiara presa di posizione nei confronti dei provvedimenti in via di sviluppo in Francia per punire la condivisione di file protetti da copyright. Con le nuove norme, un cittadino francese rischia l’interdizione dalla Rete dopo essere stato colto per la terza volta a scaricare materiale protetto. Tra pochi mesi, la Francia assumerà la presidenza dell´Unione Europea per sei mesi e, secondo numerosi osservatori, potrebbe premere per l´applicazione del suo regolamento nazionale sul file sharing a livello europeo. La recente decisione del Parlamento potrebbe, però, costituire un primo ostacolo verso l’approvazione di direttive maggiormente restrittive nei confronti dei cittadini europeo.

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