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Veltroni-Berlusconi, l’ultima sfida Il Cavaliere: “Via bolli auto e moto”

Posted by agenziabarabc su aprile 11, 2008

l candidato del Pdl: “Tassa ingiusta, useremo i 4 miliardi di tesoretto”
Alla fine non vuola lasciare lo studio, Mentana costretto a oscurarlo

"Via bolli auto e moto"</B>I due candidati a Matrix

ROMA – Lo stesso studio, una sola poltroncina bianca per il faccia a faccia fra il candidato premier ed Enrico Mentana. Si consuma sotto i riflettori di Matrix, su Canale 5, la sfida finale fra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni. Tocca a quest’ultimo, come da sorteggio, la prima parte del programma, in onda per l’occasione in prima serata. Tempi serrati, domande e risposte. Fra il pubblico “due drappelli di tifoserie opposte – dice il giornalista – per applaudire ma non per fare la claque o disapprovare”. Veltroni entusiasta e ottimista, Berlusconi “sconcertato” per “le bugie” e “gli insulti”. Poi rivela la “sorpresa” annunciata nei giorni scorsi: “Aboliremo i bolli di auto e moto”. E’ una giornata segnata dalla presenza costante dei candidati premier in tv. In serata, mentre il segretario del Pd – pure presente ai vari Tg per l’appello finale al voto – chiude la sua campagna elettorale in piazza del Popolo a Roma, il leader del Pdl compare in quattro interviste: al Tg1, per dieci minuti al Tg5, a Otto e mezzo su La7 e, dopo le 23, a Tv7 su RaiUno (seguìto da Veltroni), con il direttore del Tg1 Gianni Riotta.

WALTER VELTRONI A REPUBBLICA TV

Veltroni: “La partita è più che aperta”. Il candidato premier del Pd apre la sfida. Parla di “partita più che aperta”, dei temi più frequentati in campagna elettorale. “Basta col passato e i residui ideologici, in Italia ci si è resi contro che si può cambiare”. Rivendica la novità rappresentata dal Pd, la bellezza del “rischio di prendere decisioni e verificare come si va”. Basta con i “conflitti istituzionali”: attaccare e criticare i presidenti della Repubblica, come Ciampi e Napolitano, “crea una condizione di tensione istituzionale che il paese non si può permettere”.

Le sfide. Salari, stipendi, prezzi, pensioni. Queste le “grandi questioni sociali” da affrontare “ma serve un clima sereno, non assatanato”. Bisogna “tirare fuori l’Italia dalla gabbia di ferro della politica che non fa crescere. l’Italia s’è fermata dal 2001 al 2006, lo dice il rapporto Ocse”. La priorità “è la crescita del pil, far riprendere la domanda interna e fare subito un intervento per aumentare salari e stipendi, che si può fare perché abbiamo 4 miliardi di euro di extragettito che posso essere usati per le detrazioni fiscali”. E “sia meno ideologico” il giudizio sul sindacato: “Anche grazie ad esso, ad esempio, si è sconfitto il terrorismo”. La concertazione va cambiata, “allargata a piccole e medie imprese e artigiani, non più per risanare il debito ma per lo sviluppo”.

Veltroni, l’ultimo round. L’ultimo round per il leader del Pd comincia alla periferia di Roma, nel quartiere Tiburtino III – con lui il supporter d’eccezione Roberto Benigni – e culmina in piazza del Popolo, dove arriva col pullman del viaggio in Italia. In primo piano sul palco solo lui, il tricolore e un interprete che traduce in gesti per i non udenti. Sullo sfondo Francesco Rutelli, Nicola Zingaretti, Marianna Madia. Parterre di scrittori, attori, registi. Sotto la pioggia, in 100 mila ascoltano l’ottimismo e la speranza, “l’autunno dell’Italia può finire domenica”, l’appello a non astenersi dal voto. Le differenze rispetto agli avversari, là i fischi e qui “la parte civile del paese”. La difesa di Totti – criticato dal Cavaliere per il sostegno a Rutelli – e ancora l’Italia, che “va amata e non usata, servita come un onore e con la voglia di cambiare”. E la forza: “Sono stato in 110 province, dovrei essere clinicamente morto. Invece sto benissimo e potrei continuare per altri ottomila comuni”.

Il Cavaliere sconcertato. E’ “sconcertato” Berlusconi quando entra in studio, troppe “bugie” e “insulti” dall’avversario “che mostra un buonismo di facciata e non ha avuto il rispetto di nominarmi mentre io il signor Veltroni lo chiamo per nome e cognome”. Veltroni bugiardo sulla rimonta, “il distacco è invariato”, e sul mancato faccia a faccia in tv, “è impedito dalla legge”. La sinistra? “Se non ci fosse vivremmo tutti meglio, in un paese più sereno e tranquillo”.

La sorpresa: “Via i bolli”. A Matrix il leader del Pdl svela la “sorpresa” della quale parlava da giorni: “Aboliremo i bolli di auto, moto e motorini”. Da una settimana, dice, “faccio i conti con Tremonti. Tasse assurde, solo per le auto 4 miliardi di euro”. “Se quello che dice Veltroni fosse vero, ma non lo è, ci dovrebbero essere 4 miliardi del cosiddetto tesoretto. In quel caso, li useremmo per abolire questa tassa che non ha ragion d’essere. Andremo a vedere”.

I progetti. Una squadra di governo “con persone di esperienza consolidata, il nuovismo è pericoloso”, il taglio “graduale” degli “enti inutili come le province e le comunità montane”. E ancora, detassazione del lavoro straordinario e dei premi di produzione, via l’ici sulla prima casa, “le tasse sulla proprietà non sono giuste”. Quanto alle urgenze del paese, “quello degli anziani è un problema più grave di quello dei precari, per questi non ci sono numeri da farne una rtragedia nazionale. L’Italia detiene il record dei contratti a tempo indeterminato, l’87 e qualcosa per cento rispetto a quelli a tempo determinato”.

E non vuole lasciare lo studio. Al termine dei 45 minuti previsti, Mentana saluta Berlusconi. La telecamera stacca su un pannello che riproduce i fac simile delle schede. Il Cavaliere vorrebbe far vedere come si vota, per evitare l’annullamento. “No, presidente, per favore, non si può”, gli dice Mentana, che quasi lo sospinge per un braccio, prima che si oscurino le telecamere.

Il Cavaliere e il Tg5. Doppia ospitalità per Berlusconi a Canale 5. Prima di Matrix, il Cavaliere sta dieci minuti in studio al Tg5 delle 20. Parla delle “difficoltà” che il suo governo dovrà affrontare, di Prodi che “in due anni ha solo aumentato la pressione fiscale mentre noi la diminuiremo”, del Pd che “è l’ultimo tentativo di trasformismo” del Pci. Promette: “Lavoreremo duro ma serve una vasta maggioranza per prendere decisioni impopolari e trasformare progetti in cose concrete”. Da registrare anche il servizio del Tg1 delle 20: la giornalista Susanna Petruni, per fare il punto sulla giornata del leader del Pdl e lanciare una sua intervista registrata, sceglie come cornice un gruppo di giovani supporter di Berlusconi, fra applausi e tifo da stadio.

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