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Berlusconi: «Walter è bugiardo, non fate i grulli» Veltroni: «Il leader Pdl è inadatto a governare»

Posted by agenziabarabc su aprile 10, 2008

ROMA (10 aprile) – «Io non credo che gli italiani saranno così grulli da cadere in questo tranello» ha detto stasera Silvio Berlusconi sotto l’Arco di Costantino, a Roma, durante il comizio finale del Pdl, riferendosi alla possibilità che gli italiani votino il leader del Pd, Walter Veltroni. Il Cavaliere ha accusato l’ex sindaco di Roma non solo di «vergognarsi» del suo passato da comunista, ma anche di essere un «bugiardo professionista. Veltroni ora arriva a negare di essere mai stato comunista e vuole qualificarsi persino come liberale. Non credo che ci possano essere italiani così grulli a cadere in un tranello di questo genere. Veltroni ieri sera ha detto una cosa su cui sono d’accordo, cioè di fare il test anche ai candidati premier. Io non avrei nessun problema, perché io sono Berlusconi e credo davvero di essere Berlusconi. Veltroni probabilmente qualche problemino ce l’avrebbe… Veltroni infatti non si ricorda nemmeno il nome del suo avversario, che sono io, non si ricorda di essere stato nella federazione dei Giovani comunisti, di essere stato il segretario nazionale dei Ds e il direttore dell’Unità, e non si ricorda nemmeno che al governo ci sono ancora loro, perché critica il governo come se fosse all’opposizione. «Ma davvero pensiamo di consegnare il Paese, con tutti i disastri a cui dovremo porre rimedio, a chi si vergogna del suo curriculum?».

«Mai offerto un ministero a Di Pietro». Berlusconi sostiene che Veltroni ha detto moltissime cose non vere su di lui, tra cui il fatto di aver offerto il ministero della Giustizia ad Antonio Di Pietro: «Non è vero. Io avevo intenzione di offrire un posto a Di Pietro, ma prima di sapere il numero di persone che aveva sbattuto in galera. Io mi picco di conoscere gli uomini, per la verità conosco meglio le donne… Ma quando ho incontrato Di Pietro ho capito che non era un uomo che poteva stare al governo. Non ho offerto a Di Pietro di fare il ministro della Giustizia. Meno male, Dio aveva la mano sulla mia testa quel giorno».

Appello al “voto utile”. Anche nel comizio finale davanti all’arco di Costantino, Berlusconi rinnova l’appello al “voto utile”: «Tutti i sondaggi, da qualunque agenzia fatti – afferma – dicono che è improbabile che i piccoli partiti tocchino alla Camera la soglia del 4%, ma è certo che al Senato non supereranno quella dell’8%. Chi li votasse disperderebbe il voto senza risultati concreti e lunedì sera avrebbe il rimpianto, anzi il rimorso di aver fatto danno al Pdl, l’unico partito che può vincere, e di aver fatto il gioco di Walter Veltroni, leader di quella sinistra che continua a sgovernare il Paese».

«Pensioni da adeguare al costo della vita». «Se il Pdl vincerà le elezioni aumenteremo le pensioni minime adeguandole al costo della vita e lo faremo subito, dal primo Cdm»: ha assicurato il leader del Pdl durante il comizio.

«Sono alto 1,71 e porto i tacchi». «Per avere realizzato il piano casa, invidio Amintore Fanfani – dice Berlusconi – che, tra l’altro, era pure più basso di me… Ma sia ben chiaro: io sono alto 1,71 come risulta dalla visita militare. Poi, porto i tacchi: ma perché, voi non li portate?».

«Andate e convertite le genti!». Con questa esortazione dal tono evangelico Berlusconi ha chiuso il comizio davanti al Colosseo, dopo aver scherzato con i simpatizzanti accorsi e prima che dagli altoparlanti diffondessero la canzone “Meno male che Silvio c’è”. «Andate a votare – ha concluso Berlusconi – e ripetete con noi: rialzati Italia! Rialzati Italia!».

Veltroni: sono ottimista con la ragione e con il cuore». «Sono ottimista, non solo perchè ho il dovere di esserlo ma anche perchè ho visto questo Paese. Sono ottimista con la ragione e sono ottimista con il cuore – ha detto Veltroni prima del comizio di stasera in piazza Duomo, a Milano – Ringrazio i centomila presenti che per me hanno un sapore del tutto particolare come i centomila di Napoli. Sono pronto a ricominciare il giro di tutte le province italiane, l’Italia è un Paese bellissimo che si deve amare di più. Queste piazze dimostrano che c’è una vera voglia di politica e di partecipazione, altro che antipolitica».

«Berlusconi è inadatto a governare il Paese – aveva detto in giornata Veltroni – Berlusconi è un uomo che attacca tutti i giorni le istituzioni. Un uomo che ogni giorno riversa odio sui suoi avversari e fa dichiarazioni che non fanno altro che creare divisioni. E’ arrivato a chiedere le dimissioni del presidente della Repubblica e ad attaccare Carlo Azeglio Ciampi, nega la possibilità di avere ciò che sarebbe naturale, e cioè una dialettica tra maggioranza e opposizione. Non è questa la novità e la serenità di cui ha bisogno l’Italia. Il nostro Paese ha bisogno come non mai di girare pagina e imboccare una strada di serenità, rigore, e di un nuovo prestigio internazionale. Se leggete le pagine dei giornali stranieri in questi giorni, c’è lo spavento all’idea che si possa riprodurre il passato, con i risultati che si sono visti».

«Prodi ha risanato, Berlusconi ha bloccato il Paese». «Romano Prodi ha governato l’Italia per quattro anni: nel primo ciclo è riuscito a portarla in Europa e nel secondo è riuscito a risanare una condizione finanziaria trovata nella maniera che sappiamo dall’eredità del centro-destra – dice Veltroni – Inveceil mio principale avversario ha governato per sei anni, un periodo molto più lungo, quindi quando si fa il bilancio di questi 15 anni, bisogna ricordare questo. Come dice l’Ocse, l’Italia si è fermata tra il 2001 e il 2006, gli anni in cui ha governato la destra: c’è stato un blocco della crescita e una situazione finanziaria devastante».

«Era normale essere nella Fgci senza essere comunisti». «In questi anni è stato difficile far capire cosa voleva dire essere nella Fgci e dire che non ero comunista – dice Veltroni – Ma per chi ha vissuto quegli anni è una cosa comprensibile. Nel Pci c’erano Pasolini, Calvino, non erano comunisti, ma erano animati da desideri di giustizia sociale, affascinati da una personalità come Berlinguer. Io, per esempio, ero affascinato dal Berlinguer che rompeva con l’Unione sovietica. Per questo ci si ritrovò in quella casa. Poi per ognuno il destino è stato diverso. Oggi è un fatto di grande importanza per la democrazia poter dire che tutte e due le dittature che hanno fatto male al Novecento, il fascismo e il comunismo, non ci sono più».

Storace: ha ragione Daniela Santanchè, Veltroni rappresenta lo schifo. «Ecco tre buoni motivi – dice il leader di La Destra – Primo: è un bugiardo, doveva andare in Africa e si è sottratto anche alla sue dichiarazioni, fortunatamente le tribù africane stanno festeggiando il fatto che Veltroni in Africa non ci va più. Secondo: Roma è precipitata nel degrado, dal centro storico alla periferia, non c’è più un cittadino contento nella capitale. Terzo: è un uomo spietato, cinico e calcolatore, anche se sicuramente non è un requisito che alberga solo a sinistra».

Bertinotti: Sinistra Arcobaleno cuneo contro la grande coalizione. «Il voto alla Sinistra Arcobaleno è molto importante come cuneo contro la grande coalizione» ha detto il candidato premier della Sinistra/Arcobaleno, Fausto Bertinotti, parlando a piazza Navona, a Roma, dal palco della manifestazione di chiusura della sua campagna elettorale. Bertinotti ha sottolineato come gli attacchi alla sinistra da parte delle forze politiche della destra siano mirati, perché «vogliono tornare indietro, dire che la Repubblica italiana non c’è più, che non ci sono più i suoi valori, quelli che sono alla base della sua nascita e non c’è la sinistra, che è quella che più interpreta quei valori. La sinistra è il collegamento tra le domande della società e le istituzioni. Vogliono cancellare la sinistra, quindi il voto a noi è importante anche come cuneo contro la grande coalizione».

«Farmi chiamare “compagno” è il senso della mia esistenza». «Io faccio politica ormai da 45 anni e credo di non poter rinunciare a farmi chiamare compagno, è il senso della mia esistenza – dice Bertinotti – Devo però anche dire che io non sono l’uomo di tutte le stagioni e che il nostro obiettivo deve essere un nuovo soggetto politico con un impianto diverso da quello del Pd. La sinistra deve avere una direzione collegiale e non leaderistica». Bertinotti ha anche elogiato la formula dei comizi politici: «Guai a perderli, sono un luogo dove dire noi invece che io, che belli che sono i comizi».

«Dalle urne una nuova sinistra». «Vi voglio tanto bene e vi ringrazio di essere qui. L’invito che vi rivolgo è quello che si diceva una volta: andate per le case e le strade e chiedete un voto alla Sinistra arcobaleno. Un voto per oggi è un investimento per il futuro – dice Bertinotti – Nelle urne nascerà una nuova sinistra arcobaleno, la casa di tutti noi. In bocca al lupo a tutti e alla sinistra».

Casini: Pd e Pdl si scioglieranno dopo il voto. «L’Udc è l’idea di un partito democratico che dovrà sorgere e rafforzarsi e che nulla ha a che fare con i due comitati elettorali che, subito dopo le elezioni, si scioglieranno – ha detto il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, durante il suo comizio a Lamezia Terme – Hanno cercato di uccidere un partito nuovo, un partito che stava nascendo. Oggi, a 24 ore dalla fine della campagna elettorale vi dico che noi saremo determinanti in Parlamento. Se Berlusconi dopo le elezioni non avrà la capacità di governare che se ne torni ad Arcore. Stessa cosa per Veltroni, torni a Roma. Queste elezioni per noi sono la prova generale».

«Chi vota Berlusconi consegna alla Lega il futuro del Paese. «Chi vota Berlusconi vota uno e prende due, perché quel legame è indissolubile – dice Casini – La Calabria non è un problema per l’Italia, ma deve essere una risorsa per il Paese. L’Italia è unita, l’Italia è una. Non si può fare una Lega al nord ed una Lega al sud. Non è possibile prendere i voti al sud parlando male del nord e i voti al nord parlando male del sud. Questo è pacchiano».

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