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Mozzarella, l’Ue bacchetta l’Italia “Le misure adottate sono insufficienti”

Posted by agenziabarabc su marzo 28, 2008

La Commissione europea chiede al governo italiano di ”adottare ulteriori provvedimenti per garantire che la mozzarella contaminata non entri nel mercato Ue”. De Castro: “Non esiste un caso diossina in Campania” Commenta

 

ruxelles, 27 marzo 2008 – La Commissione europea considera “insufficienti” le misure prese dall’Italia per far fronte alla contaminazione da diossina di una parte della produzione di mozzarella di bufala in Campania, e chiede con urgenza alle autorità competenti di “adottare ulteriori provvedimenti per garantire che le mozzarelle contaminate non entrino nel mercato Ue”.

Lo afferma un comunicato dell’Esecutivo comunitario diramato questa sera a Bruxelles, oltre un’ora e mezzo dopo la scadenza di un ‘ultimatum’ inviato ieri alle autorità italiane che chiedeva di comunicare entro le 18 di oggi l’adozione di tutte le misure considerate necessarie. In particolare, la Commissione rimprovera all’Italia di non aver ritirato dal mercato tutti i prodotti per i quali sussiste un rischio potenziale di contaminazione e di aver messo in atto un programma di sorveglianza troppo limitato delle aziende produttrici in Campania.

“Le autorità italiane hanno informato la Commissione che il problema della contaminazione da diossina è stato confinato in Italia e che nessuna mozzarella contenente quantità di diossina superiori ai livelli massimi ammessi è stata commercializzata fuori dall’Italia”, si legge nella nota della Commissione. Tuttavia, “la Commissione ritiene che le misure attuate non sono sufficienti per assicurare che nessun prodotto contaminato entri nel mercato, perché non è stato effettuato alcun ritiro di prodotti potenzialmente contaminati e il programma di sorveglianza degli allevamenti in Campania è ancora troppo limitato. La Commissione, perciò, ha richiesto alle autorità competenti italiane di adottare ulteriori misure urgenti”.

Se, avverte la nota, dopo l’adozione dei provvedimenti aggiuntivi l’Esecutivo Ue dovesse considerare ancora “inadeguata” l’azione delle autorità italiane, allora potrebbe proporre “misure di salvaguardia per i prodotti lattiero-caseari provenienti dalla regione Campania”.
DIOSSINA

La quantità di diossina riscontrata nelle mozzarelle di bufale campana “non è eccessiva”. È quanto ha dichiarato la portavoce del commissario Ue per la Salute dopo le informazioni ricevute dalle autorità italiane.
“In alcuni casi la quantità di diossina riscontrate sono più alte di quanto ammesso dalla legislazione europea”, ha detto la portavoce, “ma non è eccessiva”. La commissione europea assicura poi che le mozzarelle trovate con un livello di diossina superiore al livello consentito non sono state esportate nei Paesi terzi nè nell’Unione europea.
“Non esiste un caso diossina in Campania”, ha ribadito dal canto suo il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, riferendo nel corso di una conferenza stampa che l’Italia non ha aspettato le ore 18 per fornire all’Unione europea le altre informazioni richieste: “Non c’è nessuna straordinaria analisi in Campania, ma il monitoraggio che viene costantemente compiuto anche in altre parti del Paese”.

 Il ministro ha spiegato di avere “già fornito all’Unione europea le notizie che voleva, precisando che non siamo in presenza di alcun fatto straordinario: il fatto straordinario è che ne abbiamo fatto un fatto mediatico. La bolla mediatica – ha aggiunto – è stata generata dalle richieste della Corea del Sud, paese che però non importa la mozzarella italiana.

“Il Ministro è anche pronto a utilizzare YouTube per rassicurare i cittadini di ogni paese sulla sicurezza della mozzarella di bufala campana. «Farei volentieri anche un video su YouTube», ha detto De Castro rispondendo alla domanda su un’eventuale disponibilità a testimoniare la posizione del’Italia sulla sicurezza della mozzarella di bufala campana anche attraverso i video su internet. «Potrebbe aiutarci a spiegare che si sta montando un caso inesistente – ha sottolineato De Castro – sono stati fatti controlli in 83 aziende: è assurdo criminalizzare l’intero settore».
Ma il caso per ora non si sgonfia: mentre gli allevatori denunciano un crollo del fatturato del 30-40% per la mozzarella campana, l’Adoc invita i consumatori a non mangiarla.

LO SHOW DEL MINISTRO

A vedere come mangiano di gusto le mozzarelle poste sul tavolo della sala Verde, il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, insieme con l’assessore alle Attivita’ produttive della regione Campania, Andrea Cozzolino, sembra proprio che il pericolo diossina sia rientrato. Anzi a sentire il ministro, semplicemente, “non esiste: si tratta di una bolla mediatica”. Ma se lo si va dire a allevatori e produttori le cose cambiano.
La tranquillita’ istituzionale si traduce, nei fatti, in un “blocco del ciclo produttivo per 83 allevamenti e 26 caseifici, da cui non potra’ uscire, e ovviamente entrare, nemmeno una goccia di latte”. Il fermo della produzione per chi e’ rientrato nella black list inviata all’Europa viene confermato, infatti, proprio da Cozzolino che aggiunge: “Tutto il latte verra’ termodistrutto”. L’assessore offre anche qualche indicazione in piu’ sulla zona in cui rientrano le aziende piu’ colpite dagli accertamenti: si tratta “sostanzialmente dell’area della provincia di Caserta e di uno in provincia di Avellino”.
Il direttore del ministero della Salute per la sicurezza alimentare, Silvio Borrello, osserva che “la lista non puo’ essere pubblica perche’ serve all’Unione europea per attivare il sistema di allerta”. Ma il pericolo che in giro ci siano mozzarelle ‘incriminate’ non c’e’: “Anche perche’ non c’e’ stato un vero e proprio ritiro, non erano proprio in commercio”.
Ma Cozzolino una parte della situazione attuale la scarica anche “sull’importazione del foraggio, pari al 50-60%, e non si puo’ escludere che una componente di condizionamento possa essere in queste partite”. E l’aspetto delle importazioni ma dal lato finale della filera produttiva del latticino made in Campania vengono toccate anche da De Castro, che spiega: “Le esportazioni nell’area asiatica corrispondono al 6% e quasi tutto va in Giappone e zero in Corea del sud, l’83% lo mangiamo in Italia, il 17% lo esportiamo principalmente in Usa e Ue”. Di sicuro, ed e’ cosi’ che apre e chiude la conferenza De Castro, “saranno fornite all’Europa e a tutti i paesi le informazioni richieste, anche perche’ i nostri sono i controlli migliori al mondo”.
ANALISI NEGATIVE

Le prime analisi su campioni prelevati lo scorso 19 marzo da Nas e Noe dei carabinieri in una decina delle 79 aziende del casertano sono risultate negative per quanto concerne la presenza di diossina oltre il limite di legge del 3 picogrammi per grammo di grasso. Lo dice il direttore dell’Associazione nazionale allevatori specie bufaline Angelo Coletta.

“Le prime analisi sui controlli effettuati su mandato della Procura partenopea notificate oggi agli allevatori mostrano valori nella norma. In nessuno dei 10-15 casi di cui ho notizia c’è un rischio diossina”, dice.
Coletta aggiunge che contestualmente alle notifiche si stanno eseguendo i dissequestri delle aziende, e che sul numero non si può essere precisi perchè l’operazioen è ancora in corso.
IL MERCATO DEI ‘FALSI’

Sono circa due milioni le tonnellate di “falsa” mozzarella Made in Italy prodotta nel mondo che rischiano di sostituire sugli scaffali di vendita il prodotto originale danneggiato dalle restrizioni commerciali e dalla psicosi che si sta diffondendo a livello internazionale. È quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che l’allarmismo sulla produzione italiana favorisce le imitazioni straniere ottenute senza il rigoroso sistema di controllo delle produzioni a denominazioni di origine che ha consentito di individuare e togliere dal mercato in Italia le irregolarità.
“Tra i Paesi che realizzano le maggiori quantità di mozzarelle taroccate ci sono – sottolinea la Coldiretti – l’Australia e gli Stati Uniti dove negli ultimi venti anni è triplicata la produzione di ‘falsà mozzarella Made in Italy per un quantitativo di 1,3 milioni di tonnellate realizzata soprattutto nel Wisconsin, in California e nello stato di New York”.
“Si tratta di produzioni – precisa la Coldiretti – destinate al consumo interno ma anche all’esportazione su mercati internazionali dove nonostante il minore livello qualitativo rischiano di togliere ora spazio, sull’onda dell’emotività, al prodotto nazionale a denominazione di origine”.

“Se infatti in Italia – continua la Coldiretti – la mozzarella di bufala è consumata da quasi un italiano su due (48,8 per cento) ed è quindi un formaggio di cui sono ben note le caratteristiche, in molti paesi soprattutto asiatici, è più facile per i consumatori cadere nell’inganno con il rischio che si radichi nelle abitudini alimentari un falso Made in Italy che non ha nulla a che fare con la qualità di quello autentico”.
“La produzione nazionale di mozzarella di bufala campana dop in Italia offre opportunità di occupazione a 20mila persone per un fatturato di 300 milioni di euro con la produzione di 33.000 tonnellate destinate per il 16 per cento all’esportazione soprattutto nei Paesi Europei, ma si sta estendendo anche al Giappone e ad altri Paesi extra europei a cominciare dalla Russia”.
“Dal 12 giugno 1996, la Mozzarella di Bufala Campana – conclude la Coldiretti – ha ottenuto il riconoscimento del marchio a Denominazione di Origine Protetta che delimita i territori di riferimento (si ottiene circa il 90 per cento del prodotto trasformato, mentre il basso Lazio e la provincia di Foggia trasformano il 10 per cento), definisce le regole di produzione ed individua un rigoroso sistema di controllo”.
fonte

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