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Sesso: impotenza tabu’, 80% malati italiani non va dal medico

Posted by agenziabarabc su marzo 27, 2008

Milano, 26 mar. (Adnkronos Salute) – I ‘flop’ sotto le lenzuola restano un tabù di ferro tra gli italiani. Nell’ultimo anno il 25% (uno su 4) dei connazionali sessualmente attivi ha sperimentato un problema di disfunzione erettile maschile, ma il disturbo viene minimizzato da 7 su 10. E in presenza di un disturbo di erezione persistente, i ‘panni sporchi si lavano in casa’: l’80% di chi soffre si limita a parlarne con la partner o al massimo con gli amici più cari, senza chiedere il parere del medico. E’ un atteggiamento di ‘omertà’ quello che emerge da un’indagine condotta da Ipsos per conto di Bayer, presentata oggi a Milano durante la prima giornata del 23esimo Congresso annuale Eau (Associazione europea di urologia).

La ricerca rileva che solo un intervistato su 10 assume ‘pillole dell’amore’, mentre il 9% sceglie altri rimedi. Dal sondaggio, su un campione di mille italiani over 18, risulta che sono più gli uomini a riconoscere un problema di disfunzione erettile (30% contro il 20% delle donne). La maggior parte tace. Eppure alla lunga la tendenza a nascondere il disturbo può avere conseguenze pesanti non solo sulla vita di coppia, ma anche e soprattutto sulla salute. “I problemi erettili – spiega infatti Mario Maggi, ordinario di Endocrinologia all’università di Firenze – sono un campanello di allarme di altre patologie cardiovascolari (ipertensione, infarto, angina e ictus) o metaboliche (diabete ed eccesso di grassi nel sangue). Dunque la disfunzione erettile può essere per l’uomo una preziosa opportunità di prendersi cura della propria salute e prevenire malattie mortali.

Per questo possiamo arrivare a dire: impotenza, che fortuna!”, è la provocazione dell’esperto, che invoca “un nuovo approccio comunicativo” contro una condizione “ancora vissuta come un tabù, come una patologia di cui vergognarsi”, conferma Maggi. Ma chi sono gli uomini più a rischio di ‘defaillance’ in camera da letto? “Coloro che non fanno attività fisica – avverte lo specialista – chi ha grassi e zuccheri alti nel sangue, chi ha la pressione alta, chi fuma e in generale quelli che hanno una storia familiare di patologie cardiovascolari”, dice. Uno studio dell’università di Firenze su duemila pazienti, in corso di pubblicazione sul ‘Journal of Sexual Medicine’, ha chiarito inoltre che “l’obesità, la patologia del secolo, è il fattore di rischio più importante per le patologie metaboliche, endocrine e cardiovascolari.

Che possono essere svelate proprio dalla disfunzione erettile”, ribadisce Maggi. E all’origine del link tra impotenza e sindrome metabolica c’è la resistenza all’insulina, “che si identifica semplicemente con l’adiposità viscerale (nei maschi circonferenza vita maggiore di 102 centimetri)”, ricorda. Insomma, per recuperare una vita sessuale soddisfacente e salvare la salute bisogna innanzitutto “correggere il proprio stile di vita – raccomanda l’endocrinologo – Dietro prescrizione del medico, si devono assumere i farmaci necessari per correggere l’ipogonadismo e le patologie che si associano alla disfunzione erettile.

Infine, per migliorare le performance sessuali esistono medicinali sicuri e mirati. La resistenza di alcuni al loro uso è anch’essa conseguenza dei tabù e della scarsa consapevolezza sul problema”, afferma. Ma “oggi abbiamo a disposizione pillole ad azione rapida e con effetti collaterali minimi. Tra queste la ‘pillola arancione’ (vardenafil), che agisce in soli 10-15 minuti dall’assunzione ed è venduta in tre diversi dosaggi (5, 10 e 20 mg), consentendo al medico una migliore definizione della terapia in base alle esigenze del paziente”, conclude l’esperto.

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