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Il sindaco accusa Gravina:Solo indifferenza e volgarità

Posted by agenziabarabc su marzo 11, 2008

La città della tragedia «Non c’è omertà ma ignoranza e sciacallaggio»

DAL NOSTRO INVIATO

Il sindaco di Gravina, Rino Vendola, 61 anni

GRAVINA IN PUGLIA (Bari) — L’esordio della chiacchierata la dice già lunga. Rino Vendola, 61 anni, diessino, accende una sigaretta e attacca: «Sa cos’è che uccide più della morte stessa? L’indifferenza e la volgarità. Ecco, qui a Gravina non si può dire che la gente sia omertosa, no. Ma si può dire che questa è una comunità indifferente, spesso volgare. Di quella volgarità che nasce da ignoranza, sciacallaggio, incultura ».

C’è da accertarsi di aver capito bene. «Sindaco, davvero sta parlando male dei suoi cittadini? ». «La grande maggioranza dei miei cittadini tiene un comportamento sociale e civile che mi offende, mi turba. Sono così in ogni cosa e lo sono stati anche in questi giorni per il caso di Ciccio e Tore. Mi fermano in mille, per strada, per sottopormi le questioni più minute, dal bidone della spazzatura al passo carraio. Ci sono stati giorni, soprattutto appena li hanno ritrovati, che la tragedia di quei due bambini te la sentivi addosso. Ma loro niente. Dritti per la loro strada come se tutto gli scivolasse addosso. Nessuno che mi abbia detto una parola di dolore per quei due bambini, nessuno che mi abbia fatto una proposta qualsiasi per fare tesoro di quella storia così drammatica…».

Se la prende, il sindaco Vendola. Si accalora come quando è in aula a fare l’avvocato penalista, a tratti si addolcisce, come quando scrive le poesie raccolte nei suoi libri. Chi lo conosce racconta che lui è così, uno che non te la manda a dire, che non conosce la diplomazia e che si illude continuamente di poter cambiare il mondo. «Io sono un poeta e credevo di poter segnare lo spartiacque nella vita di questo paese — conferma lui —. Invece vedo che la gente deve ancora imparare a crescere, a partecipare. È una delusione continua».

Ci ha pensato un milione di volte a mollare la poltrona e arrivederci a tutti. «Ma questa storia di Ciccio e Tore mi ha convinto a non abbandonare il campo, non ancora». Come se volesse fare l’ultimo tentativo di «umanizzare», come dice lui, la gente di Gravina, di «aiutare la comunità a risalire la china». Ma poi ci pensa meglio: «A dire la verità la comunità non c’è, c’è la città. E io sono il sindaco della città, un’entità silenziosa che non è quella volgare che si piazza dietro le telecamere per apparire, non è quella che strumentalizza la tragedia di Ciccio e Tore per averne vantaggi personali». E come la mettiamo con la mobilitazione popolare per Pappalardi e il ricordo dei bambini? «Lasciamo stare. La sola manifestazione spontanea in tutta questa storia è stata quella degli studenti».

L’avvocato Vendola ha conosciuto Filippo Pappalardi, il padre dei due bambini. «Venne da me quando seppe di essere indagato perché voleva che lo difendessi ma io sono anche sindaco, ci sarebbe stato un problema di incompatibilità. Così rifiutai. Ricordo che gli dissi: “Non ti agitare. Più ti agiti più sospetteranno di te. E secondo me uno di questi giorni verranno ad arrestarti”». Non lo si può dire spaventato dall’idea che il nome del suo paese sia legato per sempre al pozzo della morte, quello che ha custodito per un anno e mezzo i corpi senza vita di Ciccio e Tore. «Probabilmente sarà così» ammette, come rassegnato a quest’altra vittoria dell’odiata volgarità e indifferenza. «Tutta questa è ingratitudine verso i gravinesi e gli elettori? Io dico che sono loro che dovrebbero essermi più grati. Meno male che fra due anni al massimo finisce questa commedia. Certo non sarò rieletto…».

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3 Risposte to “Il sindaco accusa Gravina:Solo indifferenza e volgarità”

  1. maria said

    Carissimo sindaco,
    le sue parole sono molto forti e non nego che molti gravinesi siano davvero così, le assicuro però che tanti altri hanno vissuto la vicenda di ciccio e tore con grande dolore fino alla incredulità nonostante il ritrovamento dei corpi.
    C’è tanta gente che vorrebbe far conoscere Gravina per le sue bellezze e non per fatti di cronaca che negli ultimi anni si sono verificati.
    Ma chi ci aiuta, dove cominciare per avere una città migliore, invidiata dal mondo intero per la sua ricchezza?
    Si è mai chiesto cosa di concreto lei e tanti altri avete fatto per migliore questo paese?
    Molti sono scoraggiati, molti gravinesi sono scoraggiati e l’atteggiamento che assumono è frainteso da tutti!!

  2. pasquale said

    Il fatto grave e sconcertante che le autorità investigative hanno cercato ovunque ,anche sulla “luna”,e non sotto il proprio NASO.Nessuno ha pensato di andare a ispezionare quella maledetta casa che era sotto gli occhi di tutti i Gravinesi.Perchè?
    Penso quindi che ci sia una colpevolezza che dovrà coinvolgere molti.Speriamo che qualcuno paghi per questa tragedia che segnerà il cuore di moltissimi,me incluso.Non si può morire cosi.No,no e no.

  3. nim said

    E’ lo sputare nel piatto dove si mangia il primo segno di grettezza morale, superficialità e incultura.

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