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Archive for marzo 2008

Veltroni: “Niente larghe intese se perdo, resto segretario del Pd”

Posted by agenziabarabc su marzo 30, 2008

“Nessun inciucio, chi vince governa. Poi, insieme, le riforme”
Bonaiuti (Pdl): “Abbiamo la vittoria in mano, il resto è disinformazione”

Walter Veltroni

ROMA – “Nessun inciucio, niente larghe intese, chi vince governa. Poi, le riforme istituzionali si fanno insieme”. Acclamato dai suoi sostenitori, Walter Veltroni visita un gazebo, uno dei tanti allestiti in tutta Italia per il Democratic Day, e smentisce le affermazioni di Newsweek. Ovvero che per l’Italia l’unica speranza di “salvarsi” sarebbe un governo in comune Pdl-Pd. “Veltrusconi”, titola il settimanale americano, che piazza in copertina un volto realizzato con le facce dei due candidati, entrambi intervistati.
Ma “chi vince, governa, niente intese né coalizioni” lo dice pure Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, aggiungendo: “Il Pdl è saldamente in testa a Camera e Senato, tutto il resto è disinformazione di sinistra”. E se gli organizzatori del D-Day esultano perché “sono stati contattati 6 milioni di cittadini”, un milione di romani invece riceverà presto un dossier con prefazione a firma di Silvio Berlusconi e rassegna dei “disastri” compiuti, a suo giudizio, da Veltroni e Rutelli come sindaci della capitale.

Veltroni: “Niente larghe intese. Partita più che mai aperta”. Quello delle larghe intese, insiste il leader del Pd, “è un tema che non esiste”. E se, una volta al governo, “le riforme istituzionali si fanno di concerto”, questo è tutt’altro da un governo insieme. “Nessun inciucio. Non esiste alcuna grande coalizione”. Quanto al risultato del voto, a Veltroni non manca la fiducia. “Una settimana fa avrei detto che la partita è aperta, adesso dico che è più che mai aperta. Sono assolutamente ottimista. Sono loro che parlano di pareggio”. Sostiene, anzi, che il risultato al Senato non sarà in bilico e che il Pd possa vincere sia a Montecitorio che a Palazzo Madama. “Nel Paese c’è la convinzione crescente che si possa veramente cambiare, nonostante una legge elettorale folle. Ci saranno sorprese”.


“Se sconfitto non mi farò da parte”. Veltroni promette: anche in caso di disfatta elettorale “continuerò ad assolvere l’impegno, preso con tre milioni e mezzo di persone, di fare un grande partito, finché non potrà essere superato da una scadenza analoga”. Cioè finchè non ci saranno nuove primarie a eleggere un altro segretario.

“Serve leadership seria e responsabile”. Veltroni ribadisce che non risponderà agli insulti o agli attacchi di Berlusconi su stalinismo, brogli e simili. Ma al Cavaliere spedisce più di una stoccata: “L’Italia ha bisogno di una leadership europea, responsabile e seria, gente che non faccia le corna nelle foto con i capi di Stato”. Quanto ai suoi rapporti con Berlusconi, aggiunge (senza farne esplicitamente il nome): “Mi dà fastidio la doppiezza di certi uomini politici. Il mio principale avversario, durante la discussione sulle riforme, parlava di me come se fossi Giolitti. Ora che c’è la campagna elettorale dice quanto di peggio possibile. I miei sono giudizi politici, mai personali. Questa è quella parte trash della vita politica che io non frequento”. Una critica pesante anche sulle parole del Cavaliere sulla Cei. “Diversamente dal mio principale avversario io rispetto quello che pensa la Cei e non mi permetterei mai di affermare che quello che pensa questo o quell’esponente della Cei è riferibile a mie posizioni. Si tratta di un fatto di elementare rispetto e rigore istituzionale”.

“D-Day, un successo”. Intanto il Pd ha richiamato in piazza il popolo delle primarie per dare “l’ultima spinta”, come l’ha definita Veltroni, verso le elezioni. “Da molti anni in Italia non si vedeva una mobilitazione elettorale di tali proporzioni” commenta in serata Ermete Realacci, responsabile comunicazione del partito. Secondo i dati diffusi dal Pd, sono stati contattati più di 6 milioni di cittadini e “reclutati” un milione e duecentomila volontari pronti a impegnarsi nella fase finale della campagna elettorale.

Berlusconi contro Veltroni. “E’ un affabulatore, ma il grande spettacolo che sta mettendo in scena è finito” dice il Cavaliere nell’intervista a Newsweek. “Gli italiani hanno capito che in Italia ci sono due sinistre. Che la sinistra significa 67 nuove tasse, una pressione fiscale più alta, frontiere aperte con un crollo della sicurezza, la tragedia dei rifiuti di Napoli e lo stop” ai cantieri “dei lavori pubblici. Questi sono i fatti della sinistra. Poi ci sono le belle parole e le promesse e quella è la sinistra di Veltroni”.

“L’antiberlusconismo è finito”. “La sinistra ha semplicemente imparato che usare questo approccio era un boomerang – ha detto Berlusconi a Newsweek. Gli italiani mi conoscono per quello che sono e per quello che ho fatto. Dopo cinque anni di governo Berlusconi sanno che non possono pensare a qualcuno più liberale di me. Guardando le televisioni e leggendo i giornali che sono di proprietà della mia famiglia, sanno che non c’è mai stato un attacco contro la sinistra. Vedono che sono l’editore più liberale. Io credo che gli attacchi radicali creino rifiuto; la sinistra ha capito che non è più conveniente continuare così”.

Il Cavaliere e i “disastri” di Roma. E’ un libro fotografico – 96 pagine – in cinque capitoli, dal titolo “C’era una volta il modello Roma di Rutelli e Veltroni. L’eredità della sinistra”. Ed è Berlusconi a scrivere le quattro pagine dell’introduzione. “La sinistra ha costruito una città egoista”, si legge, prima di un elenco dei “numeri del fallimento della sinistra” che dimostrerebbero “non il ‘modello Roma’ ma il ‘disastro Roma’”. A giorni il volume sarà spedito a un milione di romani.

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Muore un tifoso del Parma, rinviata la partita con la Juventus

Posted by agenziabarabc su marzo 30, 2008

Matteo Bagnaresi, di  28 anni, tifoso del Parma è stato travolto ed ucciso da un pullman di tifosi juventini nell’area di servizio Crocetta Nord tra Asti e Alessandria, sulla A21. Alla notizia della morte del tifoso le due società, di comune accordo, hanno deciso di rinviare la partita in segno di lutto. Su tutti i campi verrà osservato un minuto di silenzio per onorare la memoria del tifoso del Parma.
Matteo Bagnaresi, appartenente al gruppo dei “Boys” gialloblù, ha perso la vita in un’area di servizio dell’autostrada Piacenza-Torino mentre si recava nel capoluogo piemontese per assistere alla partita della sua squadra con la Juventus. Il tifoso si trovava sul piazzale dell’area di servizio quando l’autista del pullman dei sostenitori bianconeri ha fatto manovra e lo ha travolto uccidendolo sul colpo. L’autista – secondo le prime indiscrezioni – mentre spostava il pullman era senza passeggeri e non si è accorto di nulla.
Appena appresa la triste notizia le due squadre hanno deciso di rinviare la partita in segno di lutto. “La Juventus e il Parma – fa sapere una nota della società emiliana, confermata da quella bianconera – con il benestare delle autorità competenti hanno deciso di comune accordo di rinviare la partita in segno di lutto per l’incidente occorso a un tifoso del Parma che stava raggiungendo lo stadio di Torino. Pur trattandosi di una tragica fatalità le due società hanno ritenuto che non ci fossero le condizioni per mandare in campo le squadre”.
La Federcalcio ha fatto sapere che d’intesa con la Lega professionisti sui campi di calcio di Serie A oggi verrà osservato prima delle partite un minuto di raccoglimento in memoria del tifoso del Parma morto questa mattina in un autogrill.
Appena lo speaker dell’Olimpico di Torino ha comunicato la notizia del rinvio della partita il pubblico è uscito in silenzio dallo stadio. Al di fuori dello stadio il deflusso dei tifosi è stato regolare, i pullman dei sostenitori del Parma non sono stati fatti arrivare a Torino. Secondo informazioni attendibili si è appreso che ne erano in viaggio due verso Torino, entrambi fermati dalla stradale alla stazione di servizio Crocetta nord quando è avvenuto l’investimento, alle 12 e 45.
Il presidente del Parma, Tommaso Ghirardi, che ha reso noto il nome del tifoso ha commentato così la tragedia: “E’ una disgrazia e non aggiungo altro. Ed era giusto nel rispetto del lutto per la famiglia di questo ragazzo che non si giocasse. Ringraziamo la Juventus, per aver rispettato il nostro dolore. Alle 13 abbiamo appreso la notizia. Pare sia stata una tragica fatalità”.
“Credo che sia il caso di aspettare la ricostruzione degli eventi – ha detto il presidente della Juventus Cobolli Gigli – mi auguro che il lutto sia causa di una fatalità e non di incontri aggressivi tra le tifoserie. La faccenda è di una gravità enorme”. “Penso che ogni giorno succedano decine di incidenti in Italia – ha proseguito Cobolli Gigli –  ma quando vedono coinvolti dei tifosi mi sembra naturale di prendere la decisione di non giocare. Noi siamo stati informati alle 13. Non tutti hanno la stessa idea. Noi come responsabili delle società siamo convinti di aver preso la decisione giusta. Condivisa dalla Lega e dalla Figc. Non abbiamo ancora deciso la data per il recupero”.
Secondo le prime informazioni, non ancora ufficiali, prima della tragica morte del tifoso nell’autogrill vi sarebbero stati degli “sfottò” fra i sostenitori delle due squadre che, come spesso accade, si incrociano durante le trasferte nelle aree di servizio. Nella stazione di servizio Crocetta -stando alle prime ricostruzioni del fatto –  si sarebbero incrociati un pullman di tifosi del Parma e un pulmino a 9 posti con i tifosi della Juve. Quando i due gruppi di tifosi si sono fronteggiati a parole l’autista del pullman, forse impaurito dalla situazione, è uscito dall’autogrill ed è risalito a bordo del suo mezzo, accelerando e travolgendo con i pneumatici il ventottenne parmigiano. Il giovane è stato soccorso dai sanitari del 118 e trasferito con l’eliambulanza all’ospedale di Alessandria, dove però è giunto privo di vita. Bagnaresi è stato colpito vicino alle colonnine di rifornimento di carburanti. A dare l’allarme è stato il personale della stazione di servizio. L’autista del pullman non essendosi accorto di nulla è ripartito in direzione di Torino dopo qualche chilometro è stato raggiunto dalla Polizia stradale e fermato.
La morte del tifoso del Parma è avvenuta per una triste coincidenza nella stessa giornata di campionato in cui, nel girone di andata, fu ucciso nell’area di servizio Badia al Pino, il tifoso della Lazio Gabriele Sandri.
La data del recupero della partita Juventus – Parma potrebbe essere quella di mercoledì 16 aprile. Ma sarà la Lega a doversi pronunciare ufficialmente.

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Stop ai sondaggi che fanno tremare Silvio Berlusconi

Posted by agenziabarabc su marzo 29, 2008

Valzer di cifre. Ultimo giorno di sondaggi: scatta il «black out» per le previsioni di voto, che per legge non possono essere diffuse nei 15 giorni antecedenti alla chiamata alle urne. Da sabato, dunque, finirà il balletto di numeri che da settimane fa gongolare o cadere nello sconforto presunti vincitori o vinti. Ma com´è ovvio, venerdì gli istituti di ricerca si sono affannati a fotografare l´ultimo quadro disponibile.

Diverse le immagini che vengono fuori. Per Swg, il Popolo della Libertà e la Lega conservano alla Camera 5 punti di vantaggio su Partito Democratico e Italia dei Valori, mentre al Senato il vantaggio si riduce leggermente al 4,6%. Ma resta ancora un quinto di italiani indecisi che potrebbe ribaltare completamente la situazione. Ma Berlusconi non ci crede, e ha una sua personalissima teoria: «Secondo me – ha spiegato – non sono indecisi, vogliono solo farsi i fatti loro e quando gli chiedono per chi voti rispondono “sono fatti miei”». Per Veltroni, invece, conta il sondaggio Ipsos pubblicato da Il Sole 24 ore, secondo il quale «gli indecisi sono solo il 105 e preferiscono il Pd». L´analisi di Renato Mannheimer, che ha messo a confronto le rilevazioni dei principali istituti, rivela che «la coalizione di centrodestra rimane in vantaggio, con una differenza di mediamente sei punti rispetto a quella avversaria, per quanto riguarda la competizione alla Camera. Diverso il discorso per il Senato, dove pure si rileva una prevalenza del centrodestra, con circa nove seggi oltre la maggioranza assoluta. Ma il dato – osserva Mannheimer – può modificarsi anche sostanzialmente. In particolare cinque regioni (Sardegna, Liguria, Abruzzo, Calabria, Lazio) sono in bilico, con una distanza di circa il 2% tra le coalizioni».

Insomma, il distacco del Pdl c´è ancora, ma nessun sondaggio tocca la cifra dell´8.6% che fa dire a Berlusconi con certezza che «saremo chiamati a governare». Soddisfatta degli ultimi dati pubblicati la Sinistra Arcobaleno, sempre più vicina alla soglia dell´8%. «Io non rimpiango – spiega Fabio Mussi – i venticinque partiti del passato: penso non dobbiamo essere nostalgici di quell’Italia lì, ma il blocco dei due, il bipartitismo coatto dei due che fanno pulizia di qualunque variante, questo non va bene. Non è in grado di rappresentare l’Italia». Il candidato premier Fausto Bertinotti spiega la rimonta con il fatto che «si sta prendendo consapevolezza che è necessaria una sinistra in Italia e che la Sinistra Arcobaleno possa essere il fondamento di questa nuova sinistra».

La bufala ricorrente: i brogli. Tanto sicuro di vincere Silvio Berlusocni non deve esserlo. Altrimenti non si spiegherebbe com´è che, per l´ennesima volta, tira fuori l´allarme brogli. «È un pericolo che incombe ancora – minaccia – c’è un’antica professionalità della sinistra». Fatto sta che è notizia di venerdì l´arresto di due presidenti di seggio a Palermo per brogli. Guarda caso, erano due esponenti dell´ex Cdl. Senza dimenticare, come ricorda Veltroni, che «abbiamo passato un anno e mezzo a ricontare le schede per poi finire con il dato già fornito dal ministero dell’Interno. Non è una cosa razionale».

La tragedia del pareggio. L´ipotesi che a Palazzo Madama Pd e Pdl raccolgano sostanzialmente lo stesso numero di voti, Veltroni la chiama così: «Tragedia». Tutta colpa della “porcata” Calderoli e di chi se l´è voluta tenere stretta. «Quando c’è stata la crisi del governo Prodi – ricorda Veltroni – avevamo proposto di rifare insieme la legge elettorale. Se il centrodestra avesse detto sì, ora non ci troveremo ogni giorno a leggere i sondaggi che parlano di un pareggio al Senato, che sarebbe una tragedia per l’Italia». In realtà, è proprio al Senato che Berlusconi ha sempre più paura di perdere. «C’è il pericolo – ha spiegato – di un accordo tra Pd e Sinistra estrema che, non dovevano stare unite, e invece sono unitissime laddove vogliono conquistare il potere locale». A far rimpiangere a Berlusconi un´altra mancata alleanza, ci pensa anche Pierferdinando Casini, candidato premier dell´Udc: «Si è ormai capito – sostiene Casini – che questo centro, che è la vera novità della politica italiana, sarà determinante nella politica del Paese al Senato della Repubblica».

Benedetta par condicio. È ancora accesissimo il dibattito sul confronto tv. Dopo che la puntata di Porta a Porta a cui avrebbe dovuto partecipare Berlusconi è stata annullata perché Veltroni non avrebbe potuto fare altrettanto, ora è toccato al programma di Lucia Annunziata: avrebbe dovuto esserci il leader del Pd, ma Belrusconi ha disdetto l´appuntamento successivo, quindi non se ne fa nulla. Nel Pd la chiamano una «ripicca»: «Stupisce sempre – ha commentato il responsabile Comunicazione del partito Democratico Ermete Realacci – la capacità di Berlusconi di dire tutto e il suo contrario senza fare neppure una piega: quello che lui definiva un “atto di violenza contro di me” – dice riferendosi alla mancata visita da Vespa – è diventa una normale scelta legata all’agenda politica».

D´altronde Berlusconi l´ha ribadito anche venerdì: «La par condicio è una legge idiota, illiberale e liberticida». MA non spende una parola sul confronto tv con il leader del Pd. Veltroni invece ha le idee chiare: «Lo farei anche sulle sue reti, cosa che in un altro paese sarebbe inimmaginabile».

Intanto sono furibondi tutti i partiti minori: due terzi dello spazio in Tg e programmi di approfondimento – rivelano i dati dell’Authority delle Comunicazioni – sono dedicati a Pdl e Pd. Per il deputato del Prc Antonello Falomi si tratta addirittura di «prove tecniche di regime». Nel periodo che va dal 7 febbraio al 17 marzo effettivamente i telegiornali della Rai hanno avuto il 65% del tempo di parola, con la Sinistra arcobaleno all’11%, l’Udc al 13% e la somma di tutti gli altri sotto l’11 per cento. Ancora peggio nei tg Mediaset, dove la somma di Pd e Pdl sfiora l’80 per cento dello spazio. Resta, inoltre, lo squilibrio a favore di Berlusconi da parte del Tg4, del Tg5 e del Tg de La7.

Infine, ha per protagonista Romano Prodi l´ultima puntata sulla par condicio. Il presidente del Consiglio ha deciso di rinunciare alla conferenza stampa finale al termine della campagna elettorale. Nel 2006 Berlusconi la fece, utilizzandola ovviamente come l´asso nella manica prima delle elezioni. Prodi lo criticò duramente e ora, per coerenza, in video non ci andrà.

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Mozzarella, l’Ue bacchetta l’Italia “Le misure adottate sono insufficienti”

Posted by agenziabarabc su marzo 28, 2008

La Commissione europea chiede al governo italiano di ”adottare ulteriori provvedimenti per garantire che la mozzarella contaminata non entri nel mercato Ue”. De Castro: “Non esiste un caso diossina in Campania” Commenta

 

ruxelles, 27 marzo 2008 – La Commissione europea considera “insufficienti” le misure prese dall’Italia per far fronte alla contaminazione da diossina di una parte della produzione di mozzarella di bufala in Campania, e chiede con urgenza alle autorità competenti di “adottare ulteriori provvedimenti per garantire che le mozzarelle contaminate non entrino nel mercato Ue”.

Lo afferma un comunicato dell’Esecutivo comunitario diramato questa sera a Bruxelles, oltre un’ora e mezzo dopo la scadenza di un ‘ultimatum’ inviato ieri alle autorità italiane che chiedeva di comunicare entro le 18 di oggi l’adozione di tutte le misure considerate necessarie. In particolare, la Commissione rimprovera all’Italia di non aver ritirato dal mercato tutti i prodotti per i quali sussiste un rischio potenziale di contaminazione e di aver messo in atto un programma di sorveglianza troppo limitato delle aziende produttrici in Campania.

“Le autorità italiane hanno informato la Commissione che il problema della contaminazione da diossina è stato confinato in Italia e che nessuna mozzarella contenente quantità di diossina superiori ai livelli massimi ammessi è stata commercializzata fuori dall’Italia”, si legge nella nota della Commissione. Tuttavia, “la Commissione ritiene che le misure attuate non sono sufficienti per assicurare che nessun prodotto contaminato entri nel mercato, perché non è stato effettuato alcun ritiro di prodotti potenzialmente contaminati e il programma di sorveglianza degli allevamenti in Campania è ancora troppo limitato. La Commissione, perciò, ha richiesto alle autorità competenti italiane di adottare ulteriori misure urgenti”.

Se, avverte la nota, dopo l’adozione dei provvedimenti aggiuntivi l’Esecutivo Ue dovesse considerare ancora “inadeguata” l’azione delle autorità italiane, allora potrebbe proporre “misure di salvaguardia per i prodotti lattiero-caseari provenienti dalla regione Campania”.
DIOSSINA

La quantità di diossina riscontrata nelle mozzarelle di bufale campana “non è eccessiva”. È quanto ha dichiarato la portavoce del commissario Ue per la Salute dopo le informazioni ricevute dalle autorità italiane.
“In alcuni casi la quantità di diossina riscontrate sono più alte di quanto ammesso dalla legislazione europea”, ha detto la portavoce, “ma non è eccessiva”. La commissione europea assicura poi che le mozzarelle trovate con un livello di diossina superiore al livello consentito non sono state esportate nei Paesi terzi nè nell’Unione europea.
“Non esiste un caso diossina in Campania”, ha ribadito dal canto suo il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, riferendo nel corso di una conferenza stampa che l’Italia non ha aspettato le ore 18 per fornire all’Unione europea le altre informazioni richieste: “Non c’è nessuna straordinaria analisi in Campania, ma il monitoraggio che viene costantemente compiuto anche in altre parti del Paese”.

 Il ministro ha spiegato di avere “già fornito all’Unione europea le notizie che voleva, precisando che non siamo in presenza di alcun fatto straordinario: il fatto straordinario è che ne abbiamo fatto un fatto mediatico. La bolla mediatica – ha aggiunto – è stata generata dalle richieste della Corea del Sud, paese che però non importa la mozzarella italiana.

“Il Ministro è anche pronto a utilizzare YouTube per rassicurare i cittadini di ogni paese sulla sicurezza della mozzarella di bufala campana. «Farei volentieri anche un video su YouTube», ha detto De Castro rispondendo alla domanda su un’eventuale disponibilità a testimoniare la posizione del’Italia sulla sicurezza della mozzarella di bufala campana anche attraverso i video su internet. «Potrebbe aiutarci a spiegare che si sta montando un caso inesistente – ha sottolineato De Castro – sono stati fatti controlli in 83 aziende: è assurdo criminalizzare l’intero settore».
Ma il caso per ora non si sgonfia: mentre gli allevatori denunciano un crollo del fatturato del 30-40% per la mozzarella campana, l’Adoc invita i consumatori a non mangiarla.

LO SHOW DEL MINISTRO

A vedere come mangiano di gusto le mozzarelle poste sul tavolo della sala Verde, il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, insieme con l’assessore alle Attivita’ produttive della regione Campania, Andrea Cozzolino, sembra proprio che il pericolo diossina sia rientrato. Anzi a sentire il ministro, semplicemente, “non esiste: si tratta di una bolla mediatica”. Ma se lo si va dire a allevatori e produttori le cose cambiano.
La tranquillita’ istituzionale si traduce, nei fatti, in un “blocco del ciclo produttivo per 83 allevamenti e 26 caseifici, da cui non potra’ uscire, e ovviamente entrare, nemmeno una goccia di latte”. Il fermo della produzione per chi e’ rientrato nella black list inviata all’Europa viene confermato, infatti, proprio da Cozzolino che aggiunge: “Tutto il latte verra’ termodistrutto”. L’assessore offre anche qualche indicazione in piu’ sulla zona in cui rientrano le aziende piu’ colpite dagli accertamenti: si tratta “sostanzialmente dell’area della provincia di Caserta e di uno in provincia di Avellino”.
Il direttore del ministero della Salute per la sicurezza alimentare, Silvio Borrello, osserva che “la lista non puo’ essere pubblica perche’ serve all’Unione europea per attivare il sistema di allerta”. Ma il pericolo che in giro ci siano mozzarelle ‘incriminate’ non c’e’: “Anche perche’ non c’e’ stato un vero e proprio ritiro, non erano proprio in commercio”.
Ma Cozzolino una parte della situazione attuale la scarica anche “sull’importazione del foraggio, pari al 50-60%, e non si puo’ escludere che una componente di condizionamento possa essere in queste partite”. E l’aspetto delle importazioni ma dal lato finale della filera produttiva del latticino made in Campania vengono toccate anche da De Castro, che spiega: “Le esportazioni nell’area asiatica corrispondono al 6% e quasi tutto va in Giappone e zero in Corea del sud, l’83% lo mangiamo in Italia, il 17% lo esportiamo principalmente in Usa e Ue”. Di sicuro, ed e’ cosi’ che apre e chiude la conferenza De Castro, “saranno fornite all’Europa e a tutti i paesi le informazioni richieste, anche perche’ i nostri sono i controlli migliori al mondo”.
ANALISI NEGATIVE

Le prime analisi su campioni prelevati lo scorso 19 marzo da Nas e Noe dei carabinieri in una decina delle 79 aziende del casertano sono risultate negative per quanto concerne la presenza di diossina oltre il limite di legge del 3 picogrammi per grammo di grasso. Lo dice il direttore dell’Associazione nazionale allevatori specie bufaline Angelo Coletta.

“Le prime analisi sui controlli effettuati su mandato della Procura partenopea notificate oggi agli allevatori mostrano valori nella norma. In nessuno dei 10-15 casi di cui ho notizia c’è un rischio diossina”, dice.
Coletta aggiunge che contestualmente alle notifiche si stanno eseguendo i dissequestri delle aziende, e che sul numero non si può essere precisi perchè l’operazioen è ancora in corso.
IL MERCATO DEI ‘FALSI’

Sono circa due milioni le tonnellate di “falsa” mozzarella Made in Italy prodotta nel mondo che rischiano di sostituire sugli scaffali di vendita il prodotto originale danneggiato dalle restrizioni commerciali e dalla psicosi che si sta diffondendo a livello internazionale. È quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che l’allarmismo sulla produzione italiana favorisce le imitazioni straniere ottenute senza il rigoroso sistema di controllo delle produzioni a denominazioni di origine che ha consentito di individuare e togliere dal mercato in Italia le irregolarità.
“Tra i Paesi che realizzano le maggiori quantità di mozzarelle taroccate ci sono – sottolinea la Coldiretti – l’Australia e gli Stati Uniti dove negli ultimi venti anni è triplicata la produzione di ‘falsà mozzarella Made in Italy per un quantitativo di 1,3 milioni di tonnellate realizzata soprattutto nel Wisconsin, in California e nello stato di New York”.
“Si tratta di produzioni – precisa la Coldiretti – destinate al consumo interno ma anche all’esportazione su mercati internazionali dove nonostante il minore livello qualitativo rischiano di togliere ora spazio, sull’onda dell’emotività, al prodotto nazionale a denominazione di origine”.

“Se infatti in Italia – continua la Coldiretti – la mozzarella di bufala è consumata da quasi un italiano su due (48,8 per cento) ed è quindi un formaggio di cui sono ben note le caratteristiche, in molti paesi soprattutto asiatici, è più facile per i consumatori cadere nell’inganno con il rischio che si radichi nelle abitudini alimentari un falso Made in Italy che non ha nulla a che fare con la qualità di quello autentico”.
“La produzione nazionale di mozzarella di bufala campana dop in Italia offre opportunità di occupazione a 20mila persone per un fatturato di 300 milioni di euro con la produzione di 33.000 tonnellate destinate per il 16 per cento all’esportazione soprattutto nei Paesi Europei, ma si sta estendendo anche al Giappone e ad altri Paesi extra europei a cominciare dalla Russia”.
“Dal 12 giugno 1996, la Mozzarella di Bufala Campana – conclude la Coldiretti – ha ottenuto il riconoscimento del marchio a Denominazione di Origine Protetta che delimita i territori di riferimento (si ottiene circa il 90 per cento del prodotto trasformato, mentre il basso Lazio e la provincia di Foggia trasformano il 10 per cento), definisce le regole di produzione ed individua un rigoroso sistema di controllo”.
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Vasco rockettaro ad oltranza (ma le spezie sono in ballad…)

Posted by agenziabarabc su marzo 27, 2008

Trecentocinquantamila copie già prenotate di «Il mondo che vorrei», il raddoppio esaurito di due stadi cruciali (Roma 29 e 30 maggio, Milano 6 e 7 giugno). L’onda vaschiana è ben lungi dall’arrestarsi in questa Italia che, avendo sempre meno idoli ai quali appendersi, si è attaccata quasi morbosamente a un divo imperfetto che non fa proclami ma solo canzoni rock, e che a 56 anni è ancora punto di riferimento per ragazzi e ragazzette, a dispetto di ogni logica generazionale.
Ma in un fenomeno così perdurante, si annidano attacchi, da parte di quella fetta di gente che detesta i fenomeni di massa: nei giorni scorsi è dunque cominciata a circolare la voce che il disco che esce domani – appunto «Il mondo che vorrei» – non sia un granché. E invece no. A 30 anni giusti dal primo disco, Vasco farà centro presso il suo popolo, con undici canzoni che sono lo specchio non deformante del suo animo, sempre più apertamente sospeso fra l’amara consapevolezza della maturità che avanza e il fanciullino in lui che non vuol saperne di tacere: e che anzi questa volta picchia più che mai, con un rock tosto, non prevedibile e anzi spesso sofisticato.

E’ proprio questa la parte prevalente, oltraggiosamente giovanilistica, del disco che fa così civetta a generazioni sempre più lontane dalla sua: e quando il gioco si fa anche un po’ eccessivo nei suoi contorni sexy, c’è sempre un occhio ironico a salvare la situazione: in «Colpa del whisky», si racconta per esempio un vuoto di memoria sul nome della bella di turno («Non andartene rimani…dimmi almeno come ti chiami»); prima ancora, in «Gioca con me», se ti stupisci a sentirlo cantare con animo adolescenziale «ma come riempi bene quei jeans/Cammini come una dei filmsss», il sorriso si porta subito via l’incredulità per una storia del genere: visto che poi Vasco, tra l’altro, ci schiaffa dentro la sfrenata chitarra di Slash, l’ex Guns ‘N Roses, convocato in studio a Los Angeles, e la musica si prende una rivincita.

Come dire? Vasco non ci fa, ci è. Lascia convivere il se stesso di oggi con quello di sempre. Le sue sono incongruenze poetiche e te ne accorgi dall’entusiasmo con il quale lui – che è pur sempre Vasco Rossi – spiega il suo incontro con questo pittoresco personaggio del più ampio universo rock: «E’ arrivato.. vestito esattamente da Slash: jeans attillatissimi, catena per le chiavi della cintura… fazzoletto tipico pendente dalla tasca di dietro…io non parlo bene l’inglese ma ci capiamo al volo…ho notato che pur essendo Slash, un guitar hero dei più maledetti della storia, sapeva già il pezzo…lo aveva imparato prima a casa…». Questo candore eterno, del Vate di Zocca, è la cifra che permette di passar sopra a canzoni che sembrano scritte apposta per i cori da stadio, e che anzi i cori se li portano già dentro, come la subito appiccicosa «Non vivo senza te», che contiene peraltro la confessione della fatica del suo mestiere: «Scrivere una canzone/E’ come ballare per ore/Prima di cadere a terra finito dallo sforzo…». Tanto che questa fatica viene apertamente confessata: «Questa è la definizione nuova, dopo l’epoca in cui cantavo “ma le canzoni sono come i fiori…”. Ora è più difficile: questo disco mi è costato 9 mesi, alla fine ero distrutto».

Ma i pezzi più folgoranti, nella loro semplicità e nella loro sincerità non mistificante, sono le ballad che raccontano la fatica di convivere con l’età anagrafica. In senso sembrerebbe fisico, in «Il mondo che vorrei» per il quale lui spiega: «La realtà mortifica le aspirazioni umane, mentre non c’è limite alla sofferenza. Bisogna accontentarsi, ma l’artista non ci sta»; il punto di riferimento è sempre la vita spericolata: «Io non volevo una vita come quella che sognavano per me i miei genitori, che trovassi un lavoro in banca: una vita con le pause, garantita. Io non sopporto i limiti che la vita impone, e li combatto con i sogni». E ancor più c’è l’ottima sintesi di «E adesso tocca a me»: anche qui si rivendica il diritto a guardare in alto, e a non accontentarsi: «Adesso che sono arrivato fin qui/grazie ai miei sogni/che cosa me ne faccio/della realtà…». Poi (spiega) ha voluto meglio esemplificare il concetto teorico. E il verso più citato di questo disco sarà: «Adesso che non c’è/più Topo Gigio/che cosa me ne frega/della Svizzera…», dove il ricordo del pupazzo della fantasia infantile, sconfigge il sogno adulto delle banche e degli incassi.

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Sesso: impotenza tabu’, 80% malati italiani non va dal medico

Posted by agenziabarabc su marzo 27, 2008

Milano, 26 mar. (Adnkronos Salute) – I ‘flop’ sotto le lenzuola restano un tabù di ferro tra gli italiani. Nell’ultimo anno il 25% (uno su 4) dei connazionali sessualmente attivi ha sperimentato un problema di disfunzione erettile maschile, ma il disturbo viene minimizzato da 7 su 10. E in presenza di un disturbo di erezione persistente, i ‘panni sporchi si lavano in casa’: l’80% di chi soffre si limita a parlarne con la partner o al massimo con gli amici più cari, senza chiedere il parere del medico. E’ un atteggiamento di ‘omertà’ quello che emerge da un’indagine condotta da Ipsos per conto di Bayer, presentata oggi a Milano durante la prima giornata del 23esimo Congresso annuale Eau (Associazione europea di urologia).

La ricerca rileva che solo un intervistato su 10 assume ‘pillole dell’amore’, mentre il 9% sceglie altri rimedi. Dal sondaggio, su un campione di mille italiani over 18, risulta che sono più gli uomini a riconoscere un problema di disfunzione erettile (30% contro il 20% delle donne). La maggior parte tace. Eppure alla lunga la tendenza a nascondere il disturbo può avere conseguenze pesanti non solo sulla vita di coppia, ma anche e soprattutto sulla salute. “I problemi erettili – spiega infatti Mario Maggi, ordinario di Endocrinologia all’università di Firenze – sono un campanello di allarme di altre patologie cardiovascolari (ipertensione, infarto, angina e ictus) o metaboliche (diabete ed eccesso di grassi nel sangue). Dunque la disfunzione erettile può essere per l’uomo una preziosa opportunità di prendersi cura della propria salute e prevenire malattie mortali.

Per questo possiamo arrivare a dire: impotenza, che fortuna!”, è la provocazione dell’esperto, che invoca “un nuovo approccio comunicativo” contro una condizione “ancora vissuta come un tabù, come una patologia di cui vergognarsi”, conferma Maggi. Ma chi sono gli uomini più a rischio di ‘defaillance’ in camera da letto? “Coloro che non fanno attività fisica – avverte lo specialista – chi ha grassi e zuccheri alti nel sangue, chi ha la pressione alta, chi fuma e in generale quelli che hanno una storia familiare di patologie cardiovascolari”, dice. Uno studio dell’università di Firenze su duemila pazienti, in corso di pubblicazione sul ‘Journal of Sexual Medicine’, ha chiarito inoltre che “l’obesità, la patologia del secolo, è il fattore di rischio più importante per le patologie metaboliche, endocrine e cardiovascolari.

Che possono essere svelate proprio dalla disfunzione erettile”, ribadisce Maggi. E all’origine del link tra impotenza e sindrome metabolica c’è la resistenza all’insulina, “che si identifica semplicemente con l’adiposità viscerale (nei maschi circonferenza vita maggiore di 102 centimetri)”, ricorda. Insomma, per recuperare una vita sessuale soddisfacente e salvare la salute bisogna innanzitutto “correggere il proprio stile di vita – raccomanda l’endocrinologo – Dietro prescrizione del medico, si devono assumere i farmaci necessari per correggere l’ipogonadismo e le patologie che si associano alla disfunzione erettile.

Infine, per migliorare le performance sessuali esistono medicinali sicuri e mirati. La resistenza di alcuni al loro uso è anch’essa conseguenza dei tabù e della scarsa consapevolezza sul problema”, afferma. Ma “oggi abbiamo a disposizione pillole ad azione rapida e con effetti collaterali minimi. Tra queste la ‘pillola arancione’ (vardenafil), che agisce in soli 10-15 minuti dall’assunzione ed è venduta in tre diversi dosaggi (5, 10 e 20 mg), consentendo al medico una migliore definizione della terapia in base alle esigenze del paziente”, conclude l’esperto.

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Schiffer, sexy scatti per GQ

Posted by agenziabarabc su marzo 26, 2008

Giochi di seduzione con Joseph Levitt

Una sensualità raffinata, con un velo di malizia e provocazione: la modella Claudia Schiffer posa a 38 anni per “GQ”, mostrando un fisico perfetto e una carica hot da vera…top!Immortalata da Ellen von Unwerth, la Schiffer si mostra prima ingenua ed elegante in un trench di pelle anni ’70, poi sexy e provocante in completini intimi trasparenti, alle prese con un malizioso gioco di seduzione con l’attore Joseph Gordon-Levitt.

La biondissima modella tedesca sembra perfettamente a suo agio in queste mise succinte, capaci di solleticare le fantasie di ogni uomo.

Chioma lunga e biondissima, sguardo ammaliante, décolleté da urlo: Claudia non ha davvero nulla da invidiare alle colleghe più giovani, nonostante i suoi 38 anni e ben  due gravidanze alle spalle.

Nonostante le pose hot, girate con un partner d’eccezione, l’attore 26enne Joseph Gordon-Levitt, in cui gioca con trasparenze, guepiere e baby doll, la top model appare sempre raffinata ed elegante.

Con un tocco di maliziosità: Joseph le slaccia il corpetto, tirando il nastro coi denti, poi, la benda e la tira a sé, accarezzando le sue curve bollenti. Un ritorno davvero ‘hot’ per Claudia, che da tempo si mostrava più frequentemente nei panni di mamma che in quelli di provocante icona sexy. E di certo i suoi fan…gradiscono!

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Alitalia, nuova proposta Air France, sindacati: si puo’ trattare, il titolo vola in borsa

Posted by agenziabarabc su marzo 26, 2008

“Non lasceremo nessuno a terra”. “E’ una base per il negoziato”. E’ cominciato e finito con queste dichiarazioni distensive il secondo incontro tra il patron di Air France -Klm Jean Cyril Spinetta e i sindacati di Alitalia. Tra giovedi’ e venerdi’ arrivera’ una nuova proposta sulla quale partira’ la trattativa vera e propria.

Segnali di apertura da Air France-Klm sulle condizioni per comprare Alitalia che permettono al sindacato di far ripartire il negoziato, ora ammorbidito rispetto al “prendere o lasciare” del primo incontro di lunedi’ scorso. Una posizione accolta positivamente dai rappresentanti dei lavoratori, i quali intendono portare avanti le trattative ad oltranza. E sulla scadenza del 31 marzo per raggiungere un accordo, fonti del Tesoro fanno sapere la data era stata stabilita dal cda di Alitalia e che, ove lo stesso cda ritenesse opportuno e nell’interesse dell’azienda far slittare questa data, il Tesoro, come qualsiasi azionista, ne prenderebbe atto.

Intanto, mentre il gruppo franco-olandese annuncia per giovedi’ prossimo un accordo quadro per portare avanti la trattativa, in Borsa il titolo vola mettendo a segno in chiusura un +32% a 0,45 euro.

Il secondo faccia a faccia durato sei ore, dopo l’avvio in salita che aveva portato alla sospensione, apre qualche spiraglio nella negoziazione, e il colosso d’oltralpe ha annunciato che giovedi’ sera, dopo la riunione del proprio consiglio di amministrazione, presentera’ un nuovo documento che sara’ la base per una trattativa sui singoli temi. E che dovra’ contenere tutte le misure volte a conseguire l’obiettivo di “non lasciare nessuno per strada nel quadro della necessaria ristrutturazione”. Quindi, con il piano sociale per i 2.100 esuberi individuati da Air France-Klm. Ma le nove sigle sindacali hanno chiesto che contenga, per iscritto, anche aperture su flotta e perimetro aziendale. Due nodi ancora da sciogliere.

Air France-Klm non sembra avere, infatti, cambiato posizione sul futuro delle attivita’ full cargo di Alitalia che secondo il progetto di acquisizione prevede la chiusura nel 2010 con la messa a terra dei cinque Md11. Ma su questo punto, l’apertura del colosso d’oltralpe riguarderebbe la possibilita’ per 180 piloti giovani di passare direttamente nel gruppo franco-olandese (60 piloti l’anno nel triennio 2008-2010) con prospettive di una carriera veloce riducendo cosi’ il numero degli esuberi. Una proposta che per l’Anpac – pur esprimendo cauto ottimismo sull’andamento della trattativa – se non vedra’ “ulteriori aperture rischiera’ di compromettere l’esito della trattativa”. E anche per l’Unione piloti lo scenario per la categoria “continua ad essere oscuro e di difficile gestione” anche per il taglio negli aeroplani di lungo raggio in quanto “il disegno della nuova Alitalia nell’arco di piano 2008-2010 e’ incentrato essenzialmente sul medio raggio con una flotta non adeguata e con una concorrenza feroce delle low-cost. Mercato dove e’ difficilissimo competere e realizzare utili”.

Quanto alle attivita’ di terra comprese in Alitalia Servizi, il numero uno del gruppo franco-olandese, Jean Cyril Spinetta ha parlato della possibilita’ di comprendere nel nuovo gruppo Air France-Klm-Alitalia tutte le attivita’ svolte a Roma-Fiumicino, la manutenzione leggera e l’handling, allargando cosi’ il numero di lavoratori e di servizi che passerebbero direttamente nel nuovo perimetro. La nuova proposta di Air France-Klm dovrebbe aprire la strada a trattative mirate per raggiungere con i sindacati accordi categoria per categoria. In particolare, Spinetta ha spiegato che per Alitalia Fly chiede accordi distinti con piloti, assistenti di volo e personale di terra. Una strada che la Filt-Cgil “sconsiglia di seguire perche’ sarebbe preferibile raggiungere prima una intesa generale”. Da parte sua, il Sindacato dei lavoratori valutera’ “situazione per situazione le ristrutturazioni e le riorganizzazioni di settori del gruppo anche se su Alitalia Servizi Air France, nonostante aperture su Alitalia Airport, sulla manutenzione resta ancora pesantemente aggrappato a posizioni iniziali”.

Spinetta ha ribadito di credere “nelle possibilita’ di crescita per Alitalia all’interno del gruppo Air France-Klm” perche’ diversamente “non ci scommetterei un solo centesimo” e se nel 2010 “vedremo che la mia ricetta” usata negli ultimi  anni “con successo da Air France e Klm non ha funzionato, e quindi Alitalia non sara’ tornata ad una redditivita’ che le permetta di tornare ad investire con le sue forze, sarebbe un mio fallimento, e a me non piace fallire”. Una sfida che il segretario generale della Filt Cgil Fabrizio Solari accetta rilevando tuttavia che “dobbiamo gestire l’oggi e questo significa affrontare il nodo del perimetro aziendale, creare una chance per tutti e darci un obiettivo”.

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Anche film interattivi con la PS3

Posted by agenziabarabc su marzo 25, 2008


Anche film interattivi con la PlayStation 3 dal software aggiornato. Sony Computer Entertainmente Europe ha annunciato oggi il rilascio del firmware 2.0 per Ps3, la cui uscita è prevista per il 25 marzo, includendo il Blu-Ray Disc e il Profile 2.0, noto come Bd-Live.

Grazie al nuovo aggiornamento software, la console di cui sono state vendute 10 milioni di unità dal lancio di novembre 2006 a gennaio 2008, si evolve e aumenta le sue caratteristiche, in special modo quelle di riproduzione video, con la possibilità di sfruttare contenuti interattivi, quali contenuti video scaricabili, suonerie, giochi.

Inoltre l’aggiornamento del firmware consentirà di trasferire da PS3 a PSP (la PlayStation portabile) la propria selezione di musica e foto, oltre a molti altri contenuti.

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Adriana Lima, vergine seduttrice in spiaggia

Posted by agenziabarabc su marzo 24, 2008

Adriana Lima, vergine seduttrice in spiaggia

Adriana Lima su GQ

Scampata al finto scandalo a luci rosse che qualche buontempone aveva orchestrato alle sue spalle, la top model brasiliana Adriana Lima torna a mostrarsi in tutto il suo splendore fotografico. Tra le tre modelle più pagate del mondo, la Lima posa per un servizio del mensile GQ ed è ritratta completamente nuda in un ambientazione da paradiso caraibico.

Il video hard? Non era lei – Qualche settimana fa ha fatto scalpore la notizia che voleva Adriana protagonista di un filmato amatoriale di sesso esplicito. La bufala è durata poco, non si trattava della modella ma di una sua sconosciuta sosia. D’altra parte tutti i principali giornali scandalistici americani avevano ignorato la notizia e lo staff della top model si era trincerato in uno sdegnato silenzio.
Bellezza virginale – Oggi 26enne, Adriana Lima giura di essere vergine e di voler preservare questa su illibatezza fino al matrimonio. Tanti i flirt attribuiti alla modella brasiliana: dal giocatore di baseball Dereck Jeter al rocker americano Lenny Kravitz senza dimenticare Wenzeslaus, il principe del Liechtenstein. Attualmente è fidanzata con il rocker brasiliano Denny Timbalada

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