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Truffa sugli sms, nei guai un imprenditore

Posted by agenziabarabc su febbraio 26, 2008

Operazione della Finanza nel Salernitano Falsi messaggi per raggirare gli utenti
La centrale operativa era a Capaccio
Al Dg dell’Agropoli sequestrata anche una Ferrari

Con le nuove tecnologie anche i truffatori si rinnovano e studiano nuovi e più sofisticati imbrogli. Il metodo più usato: il finto annuncio dalla segreteria telefonica. L’ultima truffa, scoperta dalla procura di Milano, aveva la sua centrale operativa a Capaccio. L’inchiesta ha avuto origine dopo l’arrivo ad un cellulare della procura milanese di un sms portato all’attenzione del sostituto procuratore che si occupa delle truffe informatiche.
Da qui, grazie all’attivitá svolta dalle “fiamme gialle”, si è scoperto che gli sms erano spediti da una societá veneta e da una piemontese, su richiesta della Gestel srl di Capaccio, che aveva indicato una lista di quasi 50.000 cellulari da contattare a raffiche di 15.000 al giorno. Dalle indagini è stato accertato che la societá di Capaccio è amministrata da Gaetano Nicodemo, direttore generale della squadra di calcio dell’Unione sportiva Agropoli. Secondo quanto emerso dall’attivitá investigativa nel solo 2007 la Gestel Srl ha incassato qualcosa come 500mila euro, di cui 40mila nel solo mese di aprile quando risultano fatturati 4.967 scatti. Circa 200mila euro hanno coperto le spese, 20mila sono finiti alla squadra di calcio dell’Unione sportiva Agropoli e 128mila per pagare una Ferrari 575 Maranello nera, che risulta intestata alla stessa societá. Gli investigatori hanno sequestrato circa 100mila euro sui conti della Gestel e, con un’operazione della guardia di finanza di Agropoli, agli ordini del capitano Salvatore Perrotta, che hanno collaborato all’inchiesta avviata dalla procura milanese, la fiammante Ferrari. Convalidando il sequestro, il gip Nicola Clivio, ha ipotizzato anche l’associazione per delinquere oltre alla truffa e alla tentata truffa ai danni dello stato per gli sms arrivati in procura. I numeri dalla societá venivano recuperati nei modi più disparati, dagli annunci economici sui giornali e perfino dai messaggi scurrili lasciati sui muri dei gabinetti. Le ultime cifre venivano cambiate per raggiungere tutti i cellulari che avevano identica la prima parte del numero. Ma come funzionava il meccanismo architettato per portare a segno le truffe via cavo? Alle potenziali vittime del raggiro giungeva un sms del tipo “Ti ho cercato alle 8.40 del 25/12/2007, è urgente chiama da fisso al 899Éinfo e costi su segreteria.biz”, “Servizio messaggi!!:chiama da telefono fisso 899É”. Quando il destinatario dei messaggi chiama il numero, ci si sente rispondere da una voce registrata e si tratta di un servizio per incontri telefonici. La sorpresa vera la si trova sulla bolletta:15 euro per il solo scatto alla risposta. Negli imbrogli anche i più macchinosi l’imprevisto non è calcolabile. Ed è stato proprio un imprevisto, l’sms arrivato alla procura milanese a far scattare l’inchiesta e sgominare il giro che faceva capo alla societá di Capaccio che in solo anno gli ha consentito di incassare mezzo milione di euro.

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