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Campania, lo scandalo rifiuti continua ad aggravarsi. De Gennaro e lo staff inaffidabile

Posted by agenziabarabc su febbraio 25, 2008

Che sta facendo, ora, il Commissario Governativo per l’emergenza rifiuti in Campania, dopo avere scoperto, come comunicato sabato 16 febbraio 2008 , che nei suoi primi 35 giorni è stato preso in giro da uno staff “deviato”? Dopo avere perso oltre un mese quale è il suo mandato? Togliere solo la spazzatura che il suo predecessore ha fatto accumulare lungo le strade e con quale nuovo piano?

Deve e può anche avviare la risoluzione definitiva dello scandalo rifiuti?

E se quest’ultimo importante compito non rientra nel suo mandato, chi dovrà assolverlo, la Giunta della Regione Campania?

Dopo le clamorose dichiarazioni di De Gennaro circa l’inaffidabilità dello staff del Commissariato di Governo la magistratura deve fare subito chiarezza su chi e perché ha fornito dati non veritieri ai vari commissari di governo.

I cittadini devono sapere chi sono questi personaggi “deviati” e per conto di chi operano e hanno agito. Devono essere informati subito circa la composizione dei collaboratori attuali del Commissariato di Governo: chi opera, quali sono le capacità professionali, quali siano le loro esperienze documentate, di quali eventuali raccomandazioni abbiano goduto.

Gianni De Gennaro

Gianni De Gennaro

I cittadini devono sapere subito cosa stanno facendo il Commissario Governativo e il presidente della Giunta Regionale per risolvere lo scandalo rifiuti. Quali sono i margini di azione di De Gennaro nell’attuale periodo preelettorale?

La giunta regionale sta lavorando alacremente per il ritorno alla gestione ordinaria dei rifiuti?

La commissione che dovrebbe trovare e indicare le vie d’uscita dallo scandalo rifiuti quante volte si è riunita? Che cosa sta elaborando?

I poteri ordinari e ancor più quelli “straordinari” devono essere usati in maniera straordinariamente positiva da persone che sappiano governare le situazioni emergenziali con professionalità, prontezza, trasparenza, con i contributi della scienza, della tecnica e sempre ispirati al buon senso.

Per uscire rapidamente dall’attuale crisi, ma non definitivamente dall’emergenza, De Gennaro dovrebbe costruire le discariche previste dalla legge n. 87 del 5 luglio 2007, cioè a S. Arcangelo Trimonte, Savignano Irpino e Terzigno nel Parco Nazionale del Vesuvio. De Gennaro sa bene che ciò significherebbe usare i metodi duri con cariche delle forze dell’ordine come accaduto alcuni giorni fa a Savignano Irpino.

E’ evidente che azioni tipo le cariche di polizia hanno un risvolto sui risultati delle elezioni. I cittadini temono che si stia perdendo tempo per non compromettere i risultati elettorali con un ulteriore ed ennesimo errore. Temono che i responsabili istituzionali siano molto più interessati ai risultati elettorali che non alla salute dei cittadini e all’assetto socio-economico della regione Campania e che, pertanto, continueranno ad incentivare ulteriormente il nuovo, costoso e non risolutivo flusso migratorio dell’immondizia verso i famelici inceneritori germanici.

La protesta di Savignano Irpino

La protesta di Savignano Irpino

In questo quadro è prevedibile che i responsabili istituzionali, con molto poca responsabilità, non assumeranno decisioni che riguardino la soluzione definitiva dello scandalo rifiuti. Dopo le elezioni sarà troppo tardi per evitare una nuova e più grave crisi ambientale con il periodo caldo alle porte. Già lo scorso anno per miracolo si è sfiorata una catastrofe sanitaria. Nel frattempo si stanno avvicinando la primavera e la chiusura definitiva dell’unica discarica di Macchia Soprana.

Gli avvenimenti delle ultime settimane hanno fatto nascere nei cittadini la netta sensazione che i responsabili delle istituzioni si siano letteralmente “imballati” e che siano incapaci (o non vogliano) di scrivere la parola “fine” allo scandalo rifiuti.

Per i cittadini questo quadro rende sempre più probabile l’evenienza che nei prossimi mesi possa scoppiare un’epidemia in Campania; e di chi sarebbe la colpa?

Una cosa è certa, facendo tutti gli obbligatori scongiuri, che se davvero l’attuale crisi ambientale dovesse sfociare in una epidemia, tipo ad esempio quella del 1973, i cittadini sarebbero quelli che ne pagherebbero le conseguenze.

Dopo essere stati parte lesa per 14 anni e dopo avere sopportato ogni estate la solita emergenza puzzolente, dopo avere pagato le tasse senza avere usufruito di un servizio decente, i cittadini non saprebbero nemmeno con chi prendersela dal momento che in questo quadro drammatico c’è già chi corre ai ripari.

Il Commissario Governativo ha già messo le mani avanti, evidenziando che «è senza colpe» in quanto i suoi predecessori sono stati degli incapaci facendo aggravare la crisi ambientale. De Gennaro non vede l’ora che arrivi il mese di maggio prossimo e la fine del suo mandato per non concludere la sua carriera sommerso dall’immondizia e andare ad odorare le rose che crescono nei prati e non sui cumuli di rifiuti.

E’ evidente che in questo difficile quadro istituzionale solo con l’autorità e l’improvvisazione non si esce indenni da situazioni di emergenza.

La periferia di Napoli

La periferia di Napoli

Iniziando finalmente ad attuare una diffusa ed efficace differenziazione dei rifiuti, il riciclaggio, compostaggio ecc. e la rigenerazione degli impianti ex CDR è prevedibile che per almeno altri due anni i rifiuti da accumulare in discarica, pur diminuendo, saranno sempre molti e tali da riempire almeno 20-25 stadi di calcio tipo il San Paolo di Napoli.

Ne discende che nei prossimi due anni dovrebbero essere realizzate almeno 7-8 grandi discariche. Come e dove si faranno?

A causa dell’incredibile gestione dello scandalo rifiuti, i cittadini sono sempre più affetti dalla nuova e dilagante sindrome di BISB, vale a dire Basta (B) con gli Incapaci (I), le Sanguisughe (S) e i Bugiardi (B) e non dalla più famosa sindrome di NIMBY, sigla che tradotta significa (la discarica) non nel mio giardino.

Se non si risana il quadro sociale le discariche possono essere realizzate solo con la violenza con dirompenti conseguenze, quali ad esempio la perdita di mezzo territorio regionale della Campania in seguito alla già paventata, da parte della Provincia di Benevento e del Cilento, annessione alle regioni confinanti.

La risoluzione immediata e definitiva dello scandalo rifiuti sarebbe possibile in modo civile, pacifico ed indolore, economico e sicuro realizzando subito, in una grande area militare, un sito attrezzato per lo stoccaggio dei rifiuti mentre inizia la costruzione di una discarica modello con tecniche innovative che evitino di produrre percolato e consentano una efficace tutela dell’ambiente. Il prestito di alcuni ettari della vasta area militare consentirebbero di superare agevolmente la crisi. Eviterebbero un possibile disastro ambientale e sanitario, una ulteriore sicura crisi socio-economica della Regione. Credo che le Forze Armate non rifiuterebbero un apprezzatissimo aiuto ai cittadini campani e all’intera nazione in quanto una sanzione comunitaria punirebbe tutti i cittadini italiani.

Questa soluzione fornirebbe la necessaria tranquillità per avviare un serio e responsabile piano pluriannuale, che consentirebbe alla Campania di ritornare una regione nota e famosa solo per le ineguagliabili bellezze ambientali, per i beni culturali e per le pregiate attività produttive note in tutto il mondo.

fonte 

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