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Archive for gennaio 2008

Apple: utili trimestrali in rialzo me delude sulle previsioni

Posted by agenziabarabc su gennaio 27, 2008

Apple: utili trimestrali in rialzo me delude sulle previsioni

Apple ha annunciato risultati record nel primo trimestre al 29 dicembre 2007 con utili in rialzo del 57%, a quota 1,58 miliardi di dollari, ma ha deluso per la prima volta negli ultimi tre anni sulle previsioni relative al trimestre corrente.

Apple ha registrato nel primo trimestre un utile per azione di 1,76 dollari (contro gli 1,6 dollari attesi dagli analisti) e ricavi in aumento del 35%, a 9,61 miliardi (a fronte di attese a quota 9,43 miliardi), di cui il 45% rappresentato dalle vendite internazionali.

Il margine lordo è salito al 34,7%, a fronte del 31,2% dello stesso trimestre dell’esercizio precedente. La compagnia ha registrato la vendita di 2,319 milioni di computer Macintosh (+44% in volumi e con un incremento in termini di fatturato del 47%) e di 22,121 milioni di iPod (+5% come volumi e +17% come ricavi). Quanto all’iPhone, le vendite si sono attestate a 2,315 milioni di pezzi.

“Siamo lieti di annunciare il nostro miglior trimestre di sempre, con fatturato e utili più alti nella storia di Apple“, ha commentato in una nota il numero uno della società californiana, Steve Jobs. “Abbiamo una solida serie di nuovi prodotti per il 2008, a partire dal MacBook Air, Mac Pro e iTunes Movie Rentals lanciati nelle prime due settimane”.

Guardando al secondo trimestre dell’esercizio fiscale 2008, Apple ha stimato un fatturato di 6,8  miliardi e un utile per azione di 0,94 dollari: obiettivi modesti, che per la prima volta in 3 anni mancano le previsioni degli analisti di, rispettivamente, 6,98 miliardi e di 1,11 dollari, e che segnalano pure le attese di un rallentamento dell’economia americana con pesanti riflessi sui consumi.

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Dimissioni, Cuffaro va alla conta

Posted by agenziabarabc su gennaio 26, 2008

Dimissioni, Cuffaro va alla conta

Antonella Romano

Svolta del governatore: “Dibattito a Sala d´Ercole, poi decido”
Il capogruppo del Pd Antonello Cracolici “Comincia a prendere coscienza della gravità della situazione, ora è necessario che lasci”

Cuffaro passa al contrattacco e chiede un dibattito all´Ars per verificare la tenuta della maggioranza. Il presidente della Regione intende sottoporsi alla conta dei voti in aula e nella prossima riunione dell´Assemblea, per approvare il bilancio, chiede di fissare immediatamente una data per la discussione. In quella sede, Cuffaro esprimerà le proprie valutazioni e confermerà la sua «eventuale» disponibilità a guidare il governo regionale. È questa la linea politica stabilita con i vertici dell´Udc. Parole di incoraggiamento a Cuffaro sono arrivate ieri da Silvio Berlusconi. L´ex presidente del Consiglio ha invitato il governatore siciliano «ad andare avanti». «Gli esprimo la mia amicizia e la mia vicinanza», gli ha fatto sapere l´ex premier. «Siamo sull´orlo della crisi, la sospensione di Cuffaro è alle porte», insiste invece il capogruppo del Pd all´Ars Antonello Cracolici.
Dopo il documento dei segretari regionali dei partiti della maggioranza, che hanno chiesto a Cuffaro di proseguire l´azione di governo, resta lo scoglio più duro: le opposizioni, ma anche la fronda interna guidata da Miccichè e dai suoi fedelissimi. Con il centrosinistra Cuffaro spera di avere in aula un confronto «sereno e pacato». Al vertice dell´Udc è stata approvata ieri la relazione del segretario regionale Saverio Romano, con la solidarietà a Cuffaro di tutto l´ufficio politico dello Scudocrociato. Il documento è una difesa a tutto tondo di Cuffaro, che ha affrontato «con dignità» la lunga prova del processo e dopo la sentenza del Tribunale «pur severa e dura e accolta con dolore» non si è dimesso non per arroganza ma «per umiltà e senso di responsabilità». L´Udc ribadisce il suo punto di vista: la sentenza ha escluso l´aggravante di aver favorito la mafia o i singoli mafiosi e sottolinea che solo di fronte a una condanna con l´aggravante dell´articolo 7 «Cuffaro non avrebbe avuto esitazione a rassegnare le dimissioni e ritirarsi dalla politica». Il partito di Cuffaro infine si appella al senso di responsabilità dei partiti ma anche delle istituzioni, invitando a ricoprire il proprio ruolo «senza farlo sfigurare in una condizione di confusione che aggraverebbe anche i problemi della Sicilia». Un riferimento chiaro alle posizioni espresse dal presidente dell´Ars Miccichè.
Il capogruppo del Pd Cracolici valuta comunque positivamente il cambio di rotta di Cuffaro, che ora chiede il dibattito d´aula. «È una correzione di 180 gradi rispetto alla tesi del non è successo nulla – afferma Cracolici – Cuffaro comincia a prendere coscienza della gravità della situazione: siamo sull´orlo di una crisi istituzionale senza precedenti, dal momento che la sospensione dalla carica di deputato e presidente è ormai alle porte». Secondo Cracolici, che ricorda che il Parlamento, per regolamento, può solo votare la sfiducia ma non la fiducia, per Cuffaro al di là dei numeri della maggioranza, «la strada delle dimissioni è l´unica possibile».

(22 gennaio 2008)

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Borsa Milano apre in rialzo

Posted by agenziabarabc su gennaio 25, 2008

Borsa Milano apre in rialzo

Mibtel +1, 41% e S&P Mib +1, 39%, bene le europee
 (ANSA) – MILANO, 25 GEN – Piazza Affari apre in rialzo. Il Mibtel guadagna l’1,41% a 26.161 punti, l

o S&P Mib l’1,39% a 34.712 punti. Apertura positiva per la borsa di Londra, con l’indice Ftse100

che segna un progresso dello 0,65% a 5.913,70 punti. A Francoforte, l’indice

Dax e’ in progresso dello 0,97%,a quota 6.887 punti. A Parigi, il CAC 40 guadagna l’1,76% a 5.011,57 punti.

font:ansa.it

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Internet, il “peer to peer” non è reato

Posted by agenziabarabc su gennaio 25, 2008

 

Roma – Non c’è reato nello scambio telematico “peer to peer” di file audio e video. Sono in sostanza le conclusioni del pm della procura di Roma Paolo Giorgio Ferri condivise dal gip Carla Santese che ha accolto la richiesta di archiviazione di un procedimento, a carico di ignoti, aperto per violazione della legge sul diritto d’autore (la 248 del 2000) dopo la denuncia di una società.

La sentenza “In assenza di una legislazione che crei una fattispecie penale ad hoc – scrive il magistrato – non appare possibile dare rilevanza in questa sede a un fenomeno assai diffuso, di difficile criminalizzazione ed avente accertamenti quasi impossibili in termini di raccolta della prova”. Nella richiesta di archiviazione il pm spiega che “nell’ambito della condivisione telematica del sistema peer to peer lo scambio avviene direttamente, tra due utenti finali, senza l’intermediazione di un server centrale, il quale svolge semplicemente una funzione di collegamento del tutto generica e inizialmente solo di autenticazione degli utenti, nel momento in cui costoro accedono al sistema”. In questo caso, “i siti internet deputati a tale attività (www.bearshare.com, http://www.emuleitalia.net, http://www.bittorrent.com) – prosegue – si limitano ad autenticare l’utente che viene successivamente smistato verso altre reti ibride e decentralizzate in tutto il mondo”. Inoltre, il sistema di sicurezza utilizzato dagli utenti “per proteggere il contenuto dei file scambiati” rende “difficile l’identificazione” e si pongono così “problemi non solo per gli esiti delle indagini, ma anche di giurisdizione perchè lo scambio che rileva spesso avviene estero su estero”. Tra l’altro, spesso i mezzi investigativi sono esperibili solo in territorio estero, dove “la giurisprudenza non sempre si è espressa contro coloro che scaricano o consentono lo scarico di filmati o altri prodotti protetti dal diritto d’autore”.

Un torto di natura civilistica Il magistrato aggiunge che “non sembra o almeno non è pacifico (vi sono recenti sentenze in Usa e in Spagna) che le condotte che si vogliono censurare penalmente abbiano tale rilevanza”. È indiscusso viceversa che sia chi scarica da internet sia chi immette su internet commetta un torto di natura civilistica per i diritti d’autore, comunque evasi. “Ciò soprattutto perchè non sempre è ravvisabile quel lucro espressamente richiesto dalla norma penale – conclude – ma viceversa al più vantaggi del tutto indiretti e non conseguenti con certezza alla condotta da censurare penalmente”.

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Al Senato la caduta del governo: 161 no, 156 sì

Posted by agenziabarabc su gennaio 25, 2008

Al Senato la caduta del governo: 161 no, 156 sì
Mastella: li avevo avvisati, ora nel Pd sarà bagarre

Rissa Udeur: Cusumano vota sì, aggredito dal collega Barbato, sviene E il partito lo espelle “per indegnità” 

ROMA (24 gennaio) – Il Senato ha negato la fiducia al governo Prodi con 161 no, 156 sì e un astenuto. Tre senatori (Pallaro, Pininfarina e Andreotti) non hanno partecipato alla votazione. I senatori presenti erano 319, 318 i votanti (Giuseppe Scalera, infatti si è astenuto). La maggioranza richiesta per questa votazione era di 160 voti. Dopo aver proclamato il risultato della votazione, il presidente del Senato Franco Marini ha convocato l’Aula “a domicilio”.

Il presidente del Consiglio andrà stasera al Quirinale per rimettere il mandato nelle mani del capo dello Stato.

Prodi: «Ogni crisi va affrontata a viso aperto». «Sono qui perché ogni crisi deve essere affrontata a viso aperto e non nei corridoi, perché c’è un luogo per affrontarla e si chiama Parlamento» aveva detto, nella replica in Senato sul voto di fiducia, alla fine del dibattito in aula, il premier Romano Prodi, che ha aggiunto: «Non è un gesto di testardaggine, ma semplicemente coerenza».
«Ho ascoltato con attenzione il dibattito, è stata la conferma di quanto fosse giusto essere qui» ha sottolineato il premier, mettendo in evidenza il «rispetto che nutro per il Parlamento e per il vostro ruolo impegnativo». Per il premier, bisogna «continuare a operare per il futuro delle riforme e dello sviluppo».

«Non si fugge davanti al giudizio del popolo». «Sono qui perché non si fugge davanti al giudizio di chi rappresenta il popolo – ha detto Prodi – L’Italia ha bisogno di proseguire il virtuoso cammino delle riforme economiche e sociali, affiancandogli le riforme istituzionali per mettere l’Italia all’altezza delle sfide che ci attendono. Soprattutto per questo chiedo a ciascuno di voi il voto di fiducia».

«Chiedo un voto motivato». «Ho deciso di essere qui oggi – aveva detto nel suo primo intervento d’apertura il premier – a chiedere un voto esplicito e motivato e nessuno può sottrarsi nel dovere di dire quale altre maggioranza chiede al posto di quella attuale». Prodi ha proseguito esortando a «giudicare il lavoro del governo con senso di responsabilità». Il presidente del Consiglio seguirà tutto il dibattito in Aula al Senato e, secondo quanto si è appreso, attenderà il voto di fiducia che ha chiesto nelle sue comunicazioni.

«L’Italia non può stare senza governo». «Arrestare l’esperienza di questo governo è un lusso che l’Italia non si può permettere», ha sottolineato Prodi. «Ai senatori e alle senatrici – ha proseguito – chiedo a ciascuno di voi la fiducia per riprendere con rinnovato slancio e con nuova consapevolezza quel processo riformatore di portata amplissima di cui il nostro Paese ha urgente bisogno». «Vi chiedo la fiducia – ha aggiunto Prodi – assicurandovi che sono ben consapevole che il governo stesso dovrà rafforzare le sue capacità decisionali, snellire le sue procedure, migliorare la sua resa, forse ridefinire le sue strutture e la sua composizione».

Apprezzamento per relazione Mastella su Giustizia. Aprendo il suo intervento Prodi ha ribadito il suo apprezzamento, e quello di tutto il governo, per la relazione sulla giustizia presentata da Mastella quando ricopriva la carica di Guardasigilli. «È una relazione – ha detto intervenendo al Senato – condivisa pienamente dal Consiglio dei ministri e che mette in evidenza luci ed ombre della giustizia in Italia e che sostiene ed apprezza il lavoro dei giudici, come ordinament».

«Torniamo alla Costituzione del ’48», ha detto ancora il premier, perché «la lettura della Carta del ’48 è rimasta quella della Prima repubblica, quando vera sede del potere erano i partiti, c’era assenza dell’alternanza e il governo non era scelto dai cittadini ma dalle segreterie dei partiti». Per Prodi bisogna superare quei «residui del passato che impediscono al sistema politico di operare al servizio dei cittadini», per arrivare a delle istituzioni che possano «funzionare in maniera più coerente e corrispondente alla volontà dei cittadini».

L’aggressione a Cusumano. Il senatore dell’Udeur Cusumano ha detto in aula che voterà la fiducia al governo Prodi e per questo è stato aggredito dal collega di partito Barbato. Cusumano ha sostenuto di scegliere «in solitudine, e in coerenza» per il Paese. Il capogruppo dell’Udeur ha aggredito il collega subito dopo l’intervento nel quale l’esponente del Campanile ha annunciato il suo sì al governo. Cusumano, dopo essersi messo a piangere, si è sdraiato tra i banchi colto da malore. Barbato ha gridato a Cusumano vari insulti, tra cui «cornuto e frocio». Poi, è stato allontanato dai commessi e da alcuni senatori del centrodestra. Barbato poco prima aveva deto rivolto a Cusumano: «’sto pezzo di me…».

«Barbato gli ha sputato in faccia e Cusumano si è sentito male. Si è messo a piangere ed è svenuto». Così Sergio De Gregorio, uscendo dall’aula del Senato, racconta ai cronisti quello che è accaduto e che è stato motivo dell’interruzione della seduta da parte del presidente Franco Marini. Cusumano è stato poi portato via dall’Aula di Palazzo Madama in barella. La seduta, doo una interruzione, è ripresa e il vicecapogruppo del Pd, Luigi Zanda, ha chiesto al presidente Marini di prendere provvedimenti contro Barbato. I senatori dell’Unione hanno applaudito a lungo.

Cusumano espulso dal partito per indegnità. Successivamente l’Udeur ha espulso Cusumano per indegnità politica. «La direzione nazionale dell’Udeur, preso atto della posizione assunta in sede di dichiarazione di voto sulla fiducia al governo dal senatore Nuccio Cusumano, ha deliberato la sua espulsione dal partito per indegnità politica». Loha comunicato l’Udeur in una nota.

Mastella dice no «con fermezza e dispiacere» e recita Neruda: “Lentamente muore”. «Non ci sono le condizioni, dico no con molta fermezza». Dopo aver letto una lunga poesia di Pablo Neruda, Ode alla vita – Lentamente muore , Mastella, visibilmente emozionato, ha annunciato il voto contrario sulla fiducia: «Non si può più andare avanti così – ha detto Mastella – questa maggioranza non c’è nei fatti, non c’è sul piano politico. C’è una crisi politica perché un partito non c’è più, un partito che ha contribuito al premio di maggioranza. Per questo dico no. anche se con dispiacere, perché il no tocca la sua persona».

Mastella: Prodi non mi ha ascoltato, ora nel Pd si apre la bagarre. «Ora nel Pd si apre la bagarre». E’ questa la previsione del leader dell’ Udeur, Clemente Mastella, espressa ai cronisti a Palazzo Madama. «Io avevo suggerito a Prodi – ha ricordato Mastella – di non venire in Senato e di lasciare impregiudicata la possibilità di un altro percorso politico, ma lui non mi ha ascoltato. Ora si aprirà una bagarre dentro al Pd».
«Ho visto il tono arrogante – ha proseguito Mastella – con cui hanno detto che vogliono andare al voto da soli. Hanno in alcuni salotti dei suggeritori, degli intellettuali, gli stessi che nel 1983 a De Mita suggerivano grandi cose, su cui io ero scettico, e per le quali perdemmo sei punti: fu il più grande calo della Dc».
A chi chiedeva a Mastella se avesse parlato con Prodi nelle ultime ore, l’ex Guardasigilli ha detto: «Ho risposto al telefono a Prodi ieri sera, avevo il cellulare acceso perché magari chiamava l’avvocato. Siamo in condizioni che non sappiamo nemmeno se rispondere al telefono, siamo in condizioni inquietanti».

Castelli: oggi Prodi consuma l’ultima vendetta. «Oggi Prodi viene in Senato per la sua ultima sfida non nell’interesse del Paese, ma per consumare la sua ultima vendetta in uno scenario da “notte dei lunghi coltelli”, nell’estremo e illusorio tentativo di avvelenare i pozzi del centrosinistra»: lo ha detto nell’aula del Senato il capogruppo della Lega, Roberto Castelli, che accusa Prodi «di aver passato gli ultimi giorni e le ultime notti alla caccia dell’ultimo senatore promettendo le cose più inconfessabili». Castelli fa un gioco: recita cinque frasi e invita i colleghi senatori a indovinare se a pronunciarle sia stato Benito Mussolini e Romano Prodi. E attacca la sinistra: «Ormai siete sulla zattera della Medusa, politicamente avete perso e fino ad ora siete andati avanti solo grazie alla pattuglia militarizzata dei senatori a vita, andando avanti sulle bugie».
Mentre Mastella aveva citato Pablo Neruda, Castelli si è richiamato a “Le radeau de la Meduse”, la zattera della Medusa, celebre dipinto del francese Theodore Gericault, che illustra un fatto realmente accaduto: il naufragio, nel 1816, della fregata della marina francese, “La Meduse”, appunto, incagliatasi in un banco di sabbia al largo delle coste dell’attuale Mauritania. Dei 139 naufraghi, solo 13 vennero raccolti, 13 giorni dopo , dal battello “Argus”.

Franceschini: mai più alleati con chi oggi vota no. Il Pd non si sarà mai più alleato di chi oggi voterà contro la fiducia a Prodi. Lo ha detto il vice segretario del Partito democratico Dario Franceschini. Ai cronisti che a Montecitorio chiedono se sarà possibile allearsi in futuro con chi oggi non sosterrà Prodi, Franceschini risponde: «Con chi oggi vota no sono impossibili alleanze future».

«E’ assolutamente giusta e condivisibile la scelta di Prodi di parlamentarizzare la crisi in modo che tutto sia chiaro – ha aggiunto Franceschini – . Il voto di fiducia al Senato, da cui noi ci aspettiamo esito positivo, in ogni caso renderà trasparente davanti a tutti gli italiani la scelta di chi, come noi, mantiene il patto assunto con gli italiani e il sostegno a Prodi e chi, per un motivo o per l’altro, ha cambiato idea e tradito quel patto».

Bonino: chi vota no deve metterci la faccia. Il ministro per il Commercio estero, Emma Bonino esprime soddisfazione per la “parlamentarizzazione” della crisi. «Il rispetto delle procedure è legittimo e doveroso nei confronti degli italiani», ha detto parlando al Senato. «Gli italiani devono sapere chi vota sì e chi vota no al Senato», ha aggiunto esprimendo preoccupazione per il rischio di una paralisi del Paese che potrebbe protrarsi per mesi. In questo contesto, le elezioni anticipate – secondo il ministro – sarebbero il male «peggiore» rispetto ad altre soluzioni. «Per questo chi le provoca se ne deve assumere la responsabilità, metterci la faccia e dirlo agli elettori», ha aggiunto.

Dini e i suoi votano no. Giuseppe Scalera ha preannunciato che i senatori diniani non rinnoveranno la fiducia al governo. «Una scelta sofferta – ha spiegato nella dichiarazione di voto nell’aula del Senato – che poteva e doveva essere evitata. La crisi doveva tradursi in dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica e aprire una fase nuova per il governo istituzionale. Lei non ha inteso seguire il nostro suggerimento. Crediamo che il Paese non debba essere condannato all’ingovernabilità del Senato. Per evitare un’agonia ed il ricorso alle urne noi non rinnoviamo la fiducia al suo governo».

Il Pdci: un vero guerriero. «Quell’autentico guerriero che corrisponde al nome di Romano Prodi, ha deciso di andare al Senato a chiedere la fiducia». Così il segretario dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto ha informato la direzione del Pdci, si legge in una nota, della decisione del premier di recarsi al Senato per la fiducia. «Bravo Prodi. La sua decisione di andare al Senato e di chiedere la fiducia dimostra coraggio e coerenza verso gli elettori che due anni fa gli hanno dato il mandato a governare per un’intera legislatura. Con questa decisione dimostra di essere il vero leader della coalizione», ha aggiunto Pino Sgobio, capogruppo del Pdci.

Prc: aritmetica è contro Prodi. Il presidente dei senatori del Prc, Giovanni Russo Spena, non fa troppo affidamento sull’aritmetica per la fiducia che il Senato voterà oggi. «Facendo i conti aritmetici – ha spiegato rispondendo a una domanda dei giornalisti al Senato – è molto improbabile che il governo possa farcela. Apprezziamo molto però che Prodi in base alla Costituzione abbia deciso di portare in Parlamento la crisi politica: è un dato di dignità civica che il popolo sicuramente apprezzerà».

Mussi: elezioni anticipate sicure. Non ci sono alternative è sicuro che si va verso l’elezioni anticipate. Ne è convinto il ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi, che questa mattina ha delineato quelli che a suo avviso saranno i futuri sviluppi della crisi. «Cosa abbia deciso Prodi questa notte – ha detto Mussi – non lo so. Il problema – ha sottolineato – è che si va ad elezioni anticipate. Bisogna vedere esattamente per quale strada». Il ministro ha quindi fatto il paragone con il «tom tom che indica le possibili strade alternative per andare in un determinato posto. Forse – ha aggiunto – ci sono due-tre percorsi alternativi ma è del tutto evidente che si va ad elezioni anticipate. Le varianti – ha concluso Mussi – sono tante sul percorso, penso abbastanza breve, che ci porterà ad elezioni anticipate che ormai sono sicure».

Il no di Turigliatto. Il senatore dissidente di sinistra critica Franco Turigliatto conferma il suo “no” alla fiducia al Governo Prodi, se stasera si dovesse arrivare al voto in Aula al Senato. Turigliatto e Cesare Salvi (Sd) si sono già resi protagonisti questa mattina di un breve siparietto al Senato. Non appena Turigliatto è arrivato alla buvette per la colazione, Salvi, che nel frattempo conversava con Giovanni Russo Spena (Prc), gli ha chiesto: «Allora ci hai ripensato? Il tuo voto è determinante». E Turigliatto, sorridente, gli ha risposto: «Determinante io? Perché Fisichella no?».

Il sì di Cossiga. «Se ci sarà da votare voterò per il Governo. Io sono una persona responsabile». Lo ha detto il senatore a vita Francesco Cossiga durante la trasmissione Unomattina. Cossiga dichiarerà in Senato che voterà a favore del governo Prodi per carità di patria, aggiungendo che «questa volta sarà l’ultima, perché la democrazia e il sistema politico italiano non può passare da cardiopalma a cardiopalma».

Salvi: Veltroni ha responsabilità nella fine dell’Unione. «Walter Veltroni ha la responsabilità di aver decretato la fine della maggioranza quando sabato scorso, in un momento delicato per il centrosinistra, ha annunciato che il Pd potrebbe correre anche da solo alle prossime elezioni – ha detto Cesare Salvi, della Sinistra democratica – Se vogliamo dare il governo a Berlusconi si faccia a meno delle elezioni, si provveda direttamente».

 

font: ilmessagero.it

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La gang dei videopoker è tornata

Posted by agenziabarabc su gennaio 24, 2008

Cronaca

La gang dei videopoker è tornata
mercoledì 23 gennaio 2008

(red.) E’ tornata in azione la gang dei videopoker che nella notte tra lunedì e martedì, dopo qualche giorno di pausa, ha ripreso a colpire in provincia di Brescia. Obiettivo privilegiato è ancora una volta la Bassa, dalla quale sono molte le vie di fuga. Il segno distintivo di questa organizzazione composta probabilmente da slavi, che da mesi turba il sonno dei baristi del Bresciano (leggi qui), è l’impiego di Ford Escort rubate.
A Pavone Mella erano circa le 3,20 quando i banditi hanno forzato la porta d’ingresso del bar di via Brescia. Una vicina si è svegliata per i rumori e ha dato l’allarme dopo aver visto quattro uomini allontanarsi velocemente a bordo di una station wagon. Avevano prelevato una slot machine e la macchinetta cambia monete per aprirle più tardi con calma.
Mentre polizia e carabinieri cercavano i banditi, questi – probabilmente lo stesso gruppo – intorno alle 4 hanno preso di mira il Bar Roma di Leno, in via Viganovo. La tecnica questa volta è stata più distruttiva: con un’auto usata come ariete i malviventi hanno distrutto la vetrata del locale. Sono entrati e hanno rubato una slot machine e il cambiamonete. Anche stavolta erano in quattro e sono stati visti fuggire a bordo di una Ford Escort.

font qui brescia.it

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Agguato nel napoletano, un uomo ucciso al bar

Posted by agenziabarabc su gennaio 24, 2008

 

NAPOLI (23 gennaio) – Un uomo di 46 anni, Davide De Simone, è stato ucciso in un agguato in un bar di Torre Annunziata, nel Napoletano. L’uomo si trovava all’interno de La Caffetteria, al corso Vittorio Emanuele, angolo con via Castello, quando è stato avvicinato da uno o più sicari – la dinamica è ancora in corso di accertamento – che lo hanno ucciso. De Simone è già noto alle forze dell’ordine.

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Milan, al “Friuli” esame rimonta

Posted by agenziabarabc su gennaio 20, 2008

Milan, al “Friuli” esame rimonta

A Udine senza Maldini, sì Pato-Ronie

La 19.a giornata del campionato di serie A si configura come vero e proprio esame per il Milan, impegnato nella rincorsa ai posti Champions League. L’Udinese di Pasquale Marino è il primo scoglio da superare in termini di scontri diretti. Carlo Ancelotti dovrà fare a meno dello squalificato Pirlo e dell’influenzato Maldini. Sarà Ambrosini a rimpiazzare il regista, mentre in avanti ancora tridente Kakà-Pato-Ronaldo.

Lo scontro è di quelli che potranno già dire se il Milan sarà in grado di dare vita alla tanto decantata rimonta fino al quarto posto, il match contro l’Udinese rappresenta il primo degli innumerevoli scontri diretti che la squadra di Carlo Ancelotti dovrà affrontare da qui alla fine della stagione. Sarebbe dovuta essere la gara di Paolo Maldini, pronto a festeggiare i 23 anni dall’esordio con la maglia rossonera, ma un’influenza malandrina non consentirà al capitano di scendere in campo. Per Carlo Ancelotti ci sarà un’altra assenza pesante nell’undici titolare, quella di Andrea Pirlo squalificato. Il tecnico milanista utilizzerà Ambrosini nel ruolo di regista. In difesa conferme a destra per Bonera e in attacco per Pato e Ronaldo, con Gilardino che scalpita dalla panchina. Pasquale Marino, da parte sua, farà a meno di Felipe e Inler squalificati. In difesa ci sarà Coda e a centrocampo Eremenko.

Sono 32 i precedenti in Serie A tra Udinese e Milan, con 11 vittorie per i rossoneri e 5 per i bianconeri. I friulani non vincono dal 26 gennaio 2003, quando bastò il calcio di rigore trasformato da Pizarro. Nelle ultime due stagioni il Milan ha vinto in goleada, prima 4-0 (doppietta Shevchenko e gol di Gilardino e Seedorf), poi 3-0 (Kakà, Gilardino e Oliveira). Marek Jankulovski, oggi sulla sponda milanista del naviglio, l’unico ex della partita.

LE PAROLE DEI MISTER

Marino (Udinese): Questo è un altro Milan, molto più forte di quello di qualche settimana fa. Ha fatto un grande passo avanti anche perché dopo essere stato a lungo concentrato sul Mondiale per club ora che l’ha vinto è più libero mentalmente”.

Ancelotti (Milan): “E’ una diretta concorrente per il quarto posto. Noi non avremo Pirlo, al suo posto giocherà Ambrosini. Questo ci limita nella costruzione del gioco da dietro ma ci dà più aggressività a centrocampo e più forza. Giocherà ancora il tridente brasiliano”.

Le probabili formazioni di Udinese-Milan

UDINESE (3-4-3): 22 Handanovic; 2 Zapata, 6 Coda, 24 Lukovic; 20 Mesto, 4 G. D’Agostino, 23 Eremenko, 8 Dossena; 7 Pepe, 27 Quagliarella, 10 Di Natale. A disp. 25 Chimenti, 32 Ferronetti, 5 Obodo, 15 Isla, 86 Siqueira, 9 Paolucci, 83 Floro Flores. All. Marino SQUALIFICATI: Felipe, Inler INDISPONIBILI: Pinzi, De Martino, Asamoah

MILAN (4-3-1-2):
16 Kalac; 25 Bonera, 13 Nesta, 4 Kaladze, 44 Oddo; 23 Ambrosini, 8 Gattuso, 10 Seedorf; 22 Kakà; 99 Ronaldo, 7 Pato. A disp. 29 Fiori, 19 Favalli, 5 Emerson, 32 Brocchi, 20 Gourcuff, 11 Gilardino. All. Ancelotti SQUALIFICATI: Pirlo INDISPONIBILI: Serginho, F. Inzaghi, Jankulovski, Maldini, Dida.

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L.ELETTORALE: MARINI, MOMENTO DELICATO DIALOGO NECESSARIO

Posted by agenziabarabc su gennaio 19, 2008

L.ELETTORALE: MARINI, MOMENTO

DELICATO DIALOGO NECESSARIO

“Mi viene di dire la mia ma non fino in fondo, perche’ il momento e’ troppo delicato e il dialogo e’ una necessita’ che va nella direzione del Paese. Cio’ ha a che fare con l’assoluta possibilita’ di tenuta della ripresa economica che abbiamo avvertito nel 2007”. Lo ha detto il presidente del Senato, Franco Marini, parlando con i giornalisti a Palermo. Secondo Marini, l’attuale legge elettorale “ha dentro di se’ il male oscuro che, nella possibilita’ eventualissima di ritornare al voto, riproporrebbe lo stesso squilibrio tra le due Camere. Allora -ha proseguito- questo sforzo per il dialogo e’ importante nel contesto di un impegno teso a una maggiore efficienza del Paese e a una maggiore certezza dell’azione dello Stato, fondamentale per la lotta alla mafia. Insomma, il dialogo e’ una necessita’ per impedire che si vada a votare con la stessa legge elettorale”.

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RIFIUTI/ SECONDA FASE PROCEDURA D’INFRAZIONE UE IL 30 GENNAIO

Posted by agenziabarabc su gennaio 18, 2008

RIFIUTI/ SECONDA FASE PROCEDURA D’INFRAZIONE UE IL 30 GENNAIO

Fonti comunitarie confermano indiscrezioni degli ultimi giorni

Bruxelles, 17 gen. (Apcom) – La seconda fase della procedura d’infrazione aperta dalla Commissione europea contro l’Italia sui rifiuti sarà approvata nella riunione dell’esecutivo Ue del 30 gennaio. E’ quanto indicano fonti comunitarie vicine al dossier ad Apcom, confermando le indiscrezioni circolate insistentemente negli ultimi giorni a Bruxelles e a Strasburgo.

“Il prossimo 30 gennaio ci sara’ una seconda lettera”, spiega la fonte, precisando che la Commissione invierà all’Italia un ‘parere motivato’. Il termine tecnico indica appunto la seconda fase nella procedura d’infrazione, che normalmente dà due mesi di tempo ad uno stato membro per mettersi in regola ed evitare il deferimento di fronte alla Corte di giustizia europea di Lussemburgo.

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